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16/1/2001
Cancellata ogni diversità fra i genitori. I bambini avranno la doppia
residenza. Basta con le visite un fine settimana su due
Francia, via libera alla paternità «congiunta»
Cambia il codice della famiglia. I figli dei separati si divideranno
fra papà e mamma in eguale misura Segolene Royal, il ministro promotore:
«La continuità affettiva è un diritto di tutti» |
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Cancellata ogni diversità
fra i genitori. I bambini avranno la doppia residenza. Basta con le
visite un fine settimana su due Francia, via libera alla paternità
«congiunta» Cambia il codice della famiglia. I figli dei separati si
divideranno fra papà e mamma in eguale misura DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI - Tempi più sereni, e anche più impegnativi, per i papà separati.
E tempi di sicuro meno traumatici per i figli di genitori divisi. Almeno
nella Francia dei diritti e delle garanzie sociali, che ha scritto un
altro capitolo innovativo nel codice di famiglia. Una legge, approvata
all' unanimità all' Assemblea nazionale, cancella, rispetto ai figli, la
diversità fra coppie separate, sposate e di fatto, introduce la
paternità congiunta in caso di separazione, garantisce al bambino la
continuità degli affetti e delle relazioni con nonni, zie e parenti. Una
rivoluzione insomma, che privilegia bisogni affettivi dei minori
rispetto a conflitti degli adulti e tende ad adattare le norme all'
evoluzione della società civile, così com' è oggi, e non in ossequio ad
un ideale astratto di famiglia. In Francia, ogni anno, 300 mila bambini
nascono fuori dal matrimonio (il 40 per cento, contro il 6 per cento di
trent' anni fa), e a 280 mila matrimoni corrispondono, annualmente, 120
mila divorzi. Una famiglia su cinque è ricomposta o monoparentale.
Realtà dolorosa, ma comune. Nel 90 per cento dei casi, i figli vengono
affidati alla madre, la quale sovente o lamenta la latitanza del padre o
gli chiude le porte. E difficile, se non impossibile, non amarsi più e
continuare a volersi bene, o almeno anteporre l' interesse dei bambini.
Ancora più arduo cancellare per legge egoismi e rancori. Ma la Francia
ci prova. Basta, allora, dicono i legislatori, con le responsabilità
limitate, con la «scomparsa» del padre, con la doppia e gravosa funzione
educativa delle madri separate. Ma basta anche con i figli usati per
battaglie legali fra coniugi, con le piccole e grandi rivalse di ex
mogli vendicative, con figli di separati che diventano una «proprietà»
delle madri. Il padre ha il dovere, ma anche il diritto, di vedere con
assiduità i propri figli e di mantenere una relazione educativa ed
affettiva, indipendentemente dal domicilio del minore. Attualmente, si
calcola che soltanto il dieci per cento dei bambini che vivono con la
madre vedano regolarmente il padre una volta la settimana. Con la nuova
legge, viene rivisto anche il principio della residenza del minore
stabilita a priori: potrà essere prevista una residenza alternata e
dovrà essere trovato un accordo nel rispetto di esigenze dei figli,
«perché la divisione del tempo fra genitori sia meno diseguale».
«Dobbiamo superare la formula standard che riserva ai padri il classico
weekend su due», ha detto Segolene Royal, ministro della Famiglia e
dell' infanzia. «La parità - ha aggiunto - è un obiettivo nella
politica, nella società civile e nella famiglia. La legge armonizza
scelte personali e solidarietà sociale. Oltre a essere un diritto del
padre, la continuità affettiva di entrambi i genitori è anche un diritto
della madre nell' esercizio della responsabilità verso il minore». In
concreto, la nuova normativa si fa carico di una «mediazione» fra i
genitori perché trovino un accordo prima di finire davanti al giudice.
Cancella alcuni articoli del codice che diversificano l' esercizio della
patria potestà a seconda che i genitori siano uniti, separati,
divorziati o conviventi. Introduce, per le situazioni economicamente più
difficili, forme di sostegno sociale. Abolita dal femminismo, la «patria
potestà» ritorna. Non più come prerogativa del padre, ma come dovere di
entrambi i genitori. Anche quando non si amano più. Massimo Nava NOVE SU
DIECI ALLA MAMMA Nel 1995 il 92,8 per cento dei casi di separazione
vedeva i figli affidati alla madre; nelle sentenze di divorzio la cifra
calava leggermente: i ragazzi restavano con la mamma nel 90,3 per cento
dei casi. Nel ' 98, ultimo anno «censito» sull' argomento le cose non
erano cambiate: nove volte su dieci i figli sono rimasti ancora alla
madre sia nella prima fase della separazione sia di divorzio GENITORE
ANTIPATICO Alcune sentenze in materia hanno fatto storia. Come quella
del gennaio 1998 della Cassazione che riconobbe agli adolescenti
separati il diritto a non vedere il genitore non affidatario se provano
per lui antipatia OBBLIGO ALLA PUNTUALITA' Una sentenza del maggio ' 99
ha obbligato i genitori separati a presentarsi puntuali agli orari di
visita stabiliti. Altrimenti l' altro genitore è libero di organizzare
come meglio crede la giornata PENALI PER LE VISITE MANCATE Una delle
ultime sentenze della Cassazione in materia, datata marzo 2000, ha
stabilito una penale per chi non esercita il diritto di visita dei figli
minori. Il genitore in questione è così chiamato a rimborsare, in
denaro, all' altro, gli spazi di libertà che gli sottrae non tenendo i
bambini quando è il suo turno IL COMMENTO Ma le formule giuridiche da
sole non bastano La proposta francese, pur nella sua più ampia
prospettiva, fa tornare alla mente il progetto unificato che venne
approvato in Italia - praticamente all' unanimità - dalla Commissione
giustizia della Camera in sede referente. Progetto che poi è rimasto
impantanato ed è caduto nel nulla con la fine della legislatura. Anche
il progetto italiano aboliva il concetto di affidamento dei figli
minorenni alla madre o al padre, e il concetto di affidamento congiunto.
Si voleva insomma attuare, anche da noi, attraverso l' abolizione di
formule ormai considerate logore, una sostanziale parità tra i genitori,
evitare che il genitore affidatario si sentisse il «padrone dei figli» e
il genitore non affidatario si sentisse un questuante di rapporti e di
familiarità. Un questuante sul piano affettivo ma un ufficiale pagatore
sul piano economico. Questo discorso evidentemente è la voce dei padri
che nella grandissima maggioranza e nella tradizione non sono i genitori
affidatari, essendo le madri preferite e privilegiate. Una voce che si
manifesta in rabbia o in mortificazione solitaria, o che assume un
modulo corale attraverso le associazioni dei padri separati. Il progetto
italiano che non usava il termine affidamento prevedeva naturalmente,
però, che il giudice dicesse dove il figlio minore in concreto deve
vivere. La proposta francese, che avrà certo più sollecita fortuna, non
solo afferma principi di uguaglianza, ma anche il diritto del minore di
avere la sua famiglia, e questo sia che i genitori siano stati sposati,
sia che siano stati solo dei conviventi. In questo concetto di famiglia
entrano anche i nonni, figure che possono avere un ruolo determinante e
positivo, ma che in concreto spesso vengono fatalmente emarginati dai
genitori in contrasto. È chiaro dunque che il progetto francese merita
attenzione e apprezzamento, ma c' è un avvertimento, senza confini, che
l' esperienza suggerisce. Non saranno mai le sole formule giuridiche,
talora enfatiche e ottimistiche, a risolvere i problemi. I genitori in
lite per i figli danno il peggio di sé, con la supponenza di voler
difendere la prole in verità vogliono spesso offendere il coniuge, il
compagno o la compagna. Le formule giuridiche possono costituire un
valido aiuto, ma il costume deve cambiare. La mediazione familiare
affidata a psicologi esperti può fare moltissimo, proprio perché non dà
regole imperative e schematiche, ma tende a responsabilizzare i genitori
che la forza e la ragione la devono cercare e trovare in loro stessi.
Cesare Rimini
Nava Massimo, Rimini Cesare |
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