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http://www.professionisti24.ilsole24ore.com/art/Professionisti24/Diritto/2008/12/DIR_MATRIMONI_MISTI.shtml?uuid=8e3b5cc4-c2dc-11dd-a95c-4823ee0bdf9d&type=Libero
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Matrimoni e convivenze: più instabili
se misti: Censis: 42° Rapporto annuale sulla situazione sociale del
Paese |
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Di moda o no crescono in Italia i matrimoni misti: nell'arco di dieci
anni, si sono triplicati passando dagli 11.993 del 1996 ai 34.396 nel
2006 e nella maggior parte dei casi è lo sposo ad avere cittadinanza
italiana (in 19.029 casi contro i 4.991 in cui è la sposa ad essere
italiana) . Una realtà visibile, comunque, non solo in Italia e da
considerare "fisiologica" in relazione al continuo flusso migratorio che
interessa il nostro e gli altri paesi europei.
Questo è quanto emerge dal 42° Rapporto annuale sulla situazione sociale
del Paese diffuso il 5 dicembre dal Censis. Tuttavia (e qui sarebbe
proprio il caso di ricordare il famoso detto "donne e buoi dei paesi
tuoi!"), nel rapporto emerge anche che sono i matrimoni misti a
registrare una maggiore instabilità coniugale: "i dati sulle separazioni
e sui divorzi evidenziano che le coppie miste vanno incontro alla
separazione più precocemente delle altre: la durata media della
convivenza coniugale prima della separazione risulta essere pari a 9
anni, contro i 14 degli italiani; la durata media del matrimonio, prima
che venga ad esso messo fine con il divorzio è di 13 anni, a fronte dei
17 registrati per gli italiani. Inoltre, tra il 2001 ed il 2006 si
registra una crescita del 42% nel numero delle separazioni delle coppie
miste, mentre per le coppie della stessa cittadinanza l'aumento è del
3,2%. Anche per i divorzi la crescita in percentuale nel quinquennio è
stata più rilevante per le coppie formate da cittadini di diversa
nazionalità.
Altra peculiarità delle coppie miste sembra essere quella di
un'incidenza maggiore di procedimenti contenziosi nella separazione
rispetto alle coppie formate da coniugi della stessa nazionalità.
Ma nelle pieghe del fenomeno si annida una realtà ben più grave, quella
dei matrimoni falsi. Si tratta di un fenomeno difficilmente
quantificabile (l'Ami-Associazione matrimonialisti italiani, stima circa
tremila truffe l'anno di questo genere) ed in continua evoluzione: i
casi riscontrati hanno riguardato cittadini extracomunitari che
contraggono matrimonio con italiani al fine di ottenere la cittadinanza,
ma anche cittadini irregolarmente soggiornanti in Italia che sposano
cittadini comunitari al fine di uscire dalla condizione di
clandestinità.
Ulteriore degenerazione che si nasconde nel sistema dei matrimoni misti
è rappresentata dal fenomeno delle mail order brides, delle mogli per
corrispondenza, sul quale non esistono ancora dati sufficienti, ma della
cui esistenza e sempre maggiore diffusione grazie ad internet vi sono
chiare indicazioni.
Tale fenomeno si configura anche come una specifica della tratta degli
esseri umani poiché in alcuni casi il reclutamento avviene abusando di
una posizione di vulnerabilità della vittima e viene eseguito a fini di
sfruttamento.
La rilevanza della tematica e l'urgenza con la quale va affrontata, ha
determinato l'introduzione all'interno del Disegno di legge
"Disposizioni in materia di sicurezza pubblica" di un articolo che ha lo
scopo di contrastare i cosiddetti matrimoni di comodo portando a due
anni il periodo di residenza in Italia dopo il matrimonio per poter
inoltrare la richiesta di acquisizione della cittadinanza, a fronte dei
sei mesi previsti attualmente."
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