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Pedofilia, una parola che da sola suscita
orrore e sdegno. Ma è proprio vero che gli italiani sono diventati un
popolo di satanisti, pedofili e di genitori pronti ad abusare
sessualmente i figli? La realtà è¨ però diversa dall'enfasi con cui i
sedicenti esperti della materia presentano i dati. Assistenti sociali,
psicologi di parte, servizi regionali e non meglio identificati "centri
studi" danno numeri poco attendibili, mai dettagliati nel loro contesto.
Così, ad esempio, Telefono Azzurro presenta le cifre sugli abusi
mettendo insieme le "segnalazioni" - e solo quelle - sui presunti abusi
sessuali e su quelli di altro tipo. I primi sono una minoranza, poi
sotto la stessa etichetta cambiano le varietà : trascuratezza,
lontananza dai genitori e via elencando.
Ormai è¨ nata una potente e clandestina rete di "ABUSOLOGI", i
professionisti degli abusi all'infanzia che incassano parcelle
milionarie e carriere veloci speculando sui fatti di cronaca.
Psicologi e non meglio precisati "esperti dell'infanzia", assunti senza
concorso persino nei Tribunali dei Minori o come periti dai giudici
togati, sono il manganello di uno squadrismo amministrativo che viene
esercitato all'ombra dei servizi sociali e che ha come bersaglio le
famiglie.
Inizialmente quelle più scassate e indifese, ora, con preoccupante
baldanza, anche quelle più normali e attrezzate. Una accusa infondata?
Basta guardare le migliaia di procedimenti giudiziari in tutta Italia
per vedere cosa accade. Non è un caso che i bilanci destinati
all'assistenza sociale, per migliaia di miliardi, siano aumentati in
maniera vertiginosa
nell'ultimo quinquennio.
Il salvadanaio nascosto di fondi su cui nessuno osa aprir bocca, è
diventato una vera ‘municipalizzata dei minori’, una rete frammentata e
senza controlli di centri e associazioni, che si alimenta col circuito
di inchieste ad effetto (poche), denunce di assistenti sociali per
sospetti problemi di comportamento dei minori (tante) e il menefreghismo
del Tribunale dei Minori che timbra senza verifiche tutte le carte che
vengono presentate.
Qual' è il risultato di questo pasticciato conflitto d'interessi? Le
inchieste che vedono al centro i minori si svolgono con un meccanismo
tanto implacabile quanto ripetitivo. La maestra o la vicina di casa o un
parente che ha conti da regolare, come nei casi di divorzio, avvisa
l'assistente sociale del territorio. Quest'ultima arriva, parla col
bambino o coi "denuncianti", non è tenuta a interpellare nè i genitori
nè altre persone, e stila una relazione che finisce sul tavolo del
Tribunale dei Minori.
Basta parlare di "problemi", "incapacità genitoriale", o "sospetti
abusi" ed ecco che il Tribunale dei Minori autorizza subito il sequestro
dei bambini dalle famiglie d'origine. A questo punto è fatta. Alcuni
pseudo - esperti, magari neppure laureati in psicologia, certificano, su
indizi psicologici, che <<potrebbero esserci problemi da verificare>>.
Così i bambini restano per mesi sottratti alle famiglie d'origine senza
che i genitori possano avvicinarli, nè spedire loro lettere o
giocattoli, neppure sotto il controllo di questa sorta di carcerieri dei
loro figli.
Quanto alla preparazione delle assistenti sociali neanche a parlarne:
una farsa se non fosse una tragedia. Neodiplomate di vent'anni, gente
entrata con qualsiasi espediente nei rami della burocrazia comunale che
viene messa a svolgere il compito di assistente sociale, spesso, con una
decisione di tipo politico. Sarebbero questi gli esperti di infanzia e
di famiglie voluti per erogare fondi pubblici, affitti e sussidi vari.
Una vergogna nazionale. Nascosta e sottile, obliqua. Che si nasconde
dietro ai casi di cronaca, alle vittime vere, per chiedere sempre
maggiori fondi e poteri.
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ndf: psicologi e assistenti sociali sono fondamentalmente donne, e molte
donne non volendo faticare come l'uomo (impegno, passione, rischiare la
vita) hanno visto che è più facile entrare nel mondo del lavoro
sfruttando le situazioni ed il prossimo piuttosto che applicarsi la dove
c'è realmente bisogno; se poi per far questo si distruggono migliaia di
vite, poco importa, anzi che muoiano pure.. c'è bisogno di nuovi spazi
per la gloriosa ascesa della donna nel mondo del lavoro, perciò che si
muoia in silenzio perchè loro finalmente possano fare carriera ed
arricchire portafoglio ed ego.
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