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Padri separati, la triste lettera di una compagna...
Data di pubblicazione: 23/01/2009

<<Spett.le redazione,

sono la compagna di un padre separato che da anni lotta per costruire con sua figlia il normale rapporto che tra un padre e un figlio dovrebbe esserci.

Rapporto ostacolato dalla sua ex-moglie che possessivamente vuole la figlia solo per sé e dallo Stato che nonostante abbia approvato la legge sull’affido condiviso, poi di fatto, se andiamo a vedere la realtà nei tribunali italiani viene applicato poco e male.

Sono inorridita e schifata dal comportamento dello Stato Italiano, che considera me e il mio compagno una famiglia di serie b, noi non abbiamo diritti, non abbiamo tutele, invece la sua ex-moglie che ha sfasciato una famiglia con una figlia che all’epoca dei fatti, aveva solo 18 mesi, e che nel giro di poco tempo ha ricostruito una nuova famiglia, (facendo un’altra figlia con il suo giovane amante) oggi è tutelata, innanzitutto perché ha la possibilità di vedere la bambina per molti più giorni rispetto al mio compagno (padre naturale della bambina), e in secondo luogo riceve un assegno di mantenimento, nonostante lei sia un’imprenditrice e nonostante abbia un reddito decisamente superiore a quello del mio compagno che è disoccupato.

Loro sono tutelati dallo Stato mentre noi no! Al mio compagno e padre della bambina sono sempre andate solo le briciole del tempo che la bambina potrebbe passare con noi e con tutti i suoi parenti!

Ieri il mio compagno a fronte dell’udienza presidenziale per il divorzio ha ricevuto notizia dal suo avvocato, (che lo ha seguito nella causa di separazione prima e di divorzio poi) che il giudice gli ha tolto il suo unico pernottamento infrasettimanale (giorno in cui tutte le settimane la bambina è con noi).

Mi domando come certi giudici si permettano di interferire nelle vite delle persone giocando ad essere Dio, in un gioco crudele in cui a caso muovono i pezzi, non rendendosi conto del dolore che provocano e dei danni irreparabili che fanno a padri, figli, e al ramo parentale paterno!

Come possiamo continuare a considerare l’Italia uno Stato democratico se permette queste ingiustizie, se non fa nulla per risparmiare queste terribili sofferenze a persone che non hanno fatto niente, la loro unica colpa è quella di appartenere a una famiglia che viene considerata di serie b solo perché è la nuova famiglia di un padre separato, che sta cercando con sforzi enormi, di rifarsi una vita!

Ma secondo voi un padre separato (molte volte non è stato nemmeno lui a chiedere la separazione) non ha diritto a rifarsi una famiglia e a ricominciare a vivere? Deve pagare per forza il dazio di perdere i propri figli per questo?

Io sono stanca di vedere solo giudici e politici che non fanno niente e che permettono a queste ingiustizie di continuare! Quindi chiedo a chiunque possa fare qualcosa di muoversi! Non possiamo continuare a distruggere le persone in questo modo! La nostra costituzione che è tra le più belle del mondo dice che tutte le persone sono uguali, la realtà è diversa aprite gli occhi perché nella realtà non siamo tutti uguali se si permette a chi sfascia le famiglie di vivere beato e sereno e a chi vuole rifarsi una vita e costruire un rapporto con i propri figli di non poterlo fare!

Mi domando chi ripagherà il mio compagno del tempo che non ha passato con sua figlia e chi ripagherà sua figlia del tempo che non ha passato con suo padre!

Un ultimo appello lo rivolgo ai politici, che facciamo qualcosa per questi uomini che si trovano a lottare per il diritto a continuare ad avere i propri figli anche dopo la separazione, perché la fine di un matrimonio non significa smettere di essere genitori questo non dimentichiamocelo!>>


Sonia
La compagna di un padre separato
nuovafamiglia@email.it

 

 

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