|
http://www.diariodelweb.it/Articolo/Regioni/?d=20090123&id=67528
|
Piemonte: La regione anticipi gli assegni
di mantenimento nei casi di inadempienza
Proposta di legge del Gruppo regionale di Forza Italia, che prevede un
intervento diretto della Regione, a titolo di anticipo, delle somme
dovute al genitore affidatario
|
 |
...Avevamo appena finito di dire che il mantenimento
indiretto (assegno alimentare) deve sparire, o restare un'eccezione,
come previsto dalla 54.
Ed invece il Piemonte-maschiopentito fa il ruffiano con le madri
elettrìci e si offre come sgherro, sicario, manutengolo, picchiatore,
scippatore dei Padri.
|
TORINO - «Contro la crisi
che affligge le famiglie piemontesi la Giunta Bresso può fare molto di
più: ad esempio evitare che ogni anno in Piemonte il numero di assegni
di mantenimento non corrisposti aumenti esponenzialmente, causando
peraltro grande sofferenza economica per i genitori affidatari,
estenuanti litigi tra genitori e un obiettivo danno per i minori».
Parte da questa esigenza la proposta di legge del Gruppo regionale di
Forza Italia, che prevede un intervento diretto della Regione, a titolo
di anticipo, delle somme dovute al genitore affidatario. Il documento è
stato presentato in una conferenza stampa questa mattina a palazzo
Lascaris dai primi firmatari della proposta, i consiglieri regionali
Alberto Cirio e Mariangela Cotto.
Per comprendere l’importanza di questa questione è sufficiente annotare
alcuni numeri: in Piemonte i divorzi, con provvedimenti economici per
figli, ammontano a 1760, le separazioni a 3332. L’impatto economico per
i genitori tenuti a versare gli assegni di mantenimento è importante,
variando da un importo medio mensile di 405 euro per i divorziati, ai
466,68 per i separati. Proprio questi numeri dimostrano come qualsiasi
intervento in questa materia sia ad alto impatto sociale.
«Il problema – spiegano Cirio e Cotto - è diffuso soprattutto tra le
madri sole che non lavorano o che svolgono un’attività part-time,
costrette, a causa di un marito inadempiente, a far fronte a
innumerevoli difficoltà. Come già accade in altri Regioni, l’anticipo da
parte della Regione del corrispettivo, secondo i tempi previsti dal
Tribunale, verrebbe in loro soccorso ed eviterebbe le denunce, che
spesso si traducono in lunghi processi».
Nonostante l’Italia sia agli ultimi posti nella classifica europea per
numero di divorzi, «segno – aggiungono - della solidità dell’istituto
familiare nel nostro Paese» l’aumento delle rotture nelle unioni è
comunque molto significativo e in costante aumento, a discapito
soprattutto dei minori. E’ ormai dimostrato che i figli di genitori
separati, a parità di reddito o di appartenenza sociale, risultano
svantaggiati: i livelli di consumo e reddito delle famiglie con un solo
genitore sono molto più bassi rispetto alle coppie stabili.
Secondo i dati Istat, nel 2006 le separazioni in Piemonte sono state
7.028, mentre i divorzi 5.209, con un’incidenza rispettivamente del 6,2
e del 4,6 per mille. Nei divorzi in particolare il tasso è raddoppiato
rispetto a dieci anni prima.
A proposito del progetto di legge Cirio spiega che
«non si tratta di un
contributo a fondo a perduto, bensì di un’erogazione anticipata: la
Regione, infatti, tramite il proprio ufficio legale, riscuoterà
l’importo dal genitore inadempiente. In pratica l’ente, soggetto forte,
si sostituisce al genitore, soggetto più debole, nel reclamare l’assegno
negato. Con la differenza che la Regione può permettersi di attendere il
rimborso, una mamma con bambini a carico non altrettanto. E’ una misura
di cessione del credito nell’ambito del welfare».
«La legge – aggiunge la vicepresidente Cotto - va a vantaggio anche di
quelle mamme che ricevono l’assegno tutti i mesi, a costo però di
continue umiliazioni: ora possono reclamare questo loro diritto con
maggiore forza e dignità. E’ una proposta di legge sulla quale
domanderemo un iter prioritario, peraltro sarebbe anche un’occasione non
retorica per celebrare l’8 marzo».
|
|