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14/2/09

Lui monopolizza il bagno, lei chiede la separazione

Ci sono tanti motivi che alla lunga portano all’incompatibilità caratteriale tra due coniugi. Un tradimento, problemi economici, un modo diverso di vivere la quotidianità, di concepire l’educazione dei figli, anche solo di programmare le vacanze.

Sono tantissime le coppie che ogni anno si scoprono “incompatibili” e si presentano in aula per separarsi. Negli ultimi tre anni nel tribunale di Savona sono state un numero impressionante: 620 di media annuale tra separazioni consensuali e giudiziali. E in questo numero allarmante sono spesso incredibili le motivazioni che i giudici ascoltano e leggono nei ricorsi presentati dalle parti per spiegare i motivi della rottura.

L’ultimo caso di questa settimana è emblematico: un avvocato ha scritto che la cliente che assiste vuole addebitare al marito le colpe della rottura perché “monopolizza” l’unico piccolo bagno di casa al mattino presto.

Lui e lei in pratica, dopo otto anni di matrimonio, avrebbero deciso di farla finita per colpa dell’impossibilità di trovare un accordo sulla gestione della toilette del mattino.

«L’armonia di casa è rotta da tempo - ha scritto il legale che assiste la savonese - tra i motivi ci sono problemi economici, di vedute sulla crescita dei figli, sentimentali, ma anche più banali: il marito non le consente di utilizzare a sufficienza il bagno prima di uscire di casa alla mattina e questo ha procurato alla mia cliente stress, angoscia e sistematico ritardo sul lavoro. Ed è solo una delle tante prove di mancanza di attenzione e rispetto per la consorte ad opera della controparte».

Un caso limite? Macché. Di problemi così, assurdi, ne sentono tanti ogni settimana i magistrati che si occupano di separazioni.

«Ne sentiamo di tutti i colori anzitutto perché oggi, a differenza del passato, nessuno è più disposto a sopportare nulla, ed è questo anche il motivo per cui le separazioni sono così tante rispetto al passato» spiega il giudice civile Fiorenza Giorgi.

In testa ci sono ovviamente i tradimenti scoperti e i problemi di natura economica (gestione della casa e delle spese familiari) che sono i primi due terreni di scontro in assoluto delle coppie che si vogliono separare. Ma altre sorprendenti tensioni arrivano da argomenti che non si direbbe e invece si rivelano bombe a orologeria: che tipo di sport far praticare ai figli, dove andare in vacanza, come educare i figli e così via.

Per non parlare delle “patologie” vere di un coniuge che per l’altro diventano fonte di nevrosi. Di recente c’è stato il caso di un marito che ha contestato alla moglie il rapporto distrutto perché lei soffre da anni di disturbi di tipo alimentare, alternando fasi di anoressia ad altre di bulimia. «E questo ha incrinato l’equilibrio e l’armonia della coppia in termini di rapporti sessuali ma anche di confidenza e intimità» ha scritto il legale di lui al giudice.

Ma c’è stato anche il caso di una moglie che ha contestato una stranissima “malattia” al marito: il tifo, ma quello calcistico.

«I risultati della sua squadra di calcio (Sampdoria, ndr) per anni hanno ispirato e condizionato il nostro rapporto affettivo e sentimentale - ha lamentato la donna nel suo ricorso - se la sua squadra vinceva, andava tutto bene, se perdeva, neppure una parola, musi lunghi come fosse morto qualcuno e guai a parlare. È stato un incubo, non ne potevo più, per questo adesso voglio il divorzio e non sentire più parlare di calcio».

 

 

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