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I figli contesi "rapiti" per ordine del giudice
I carabinieri a scuola: devono tornare dal padre in Germania |
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PAOLO COLONNELLO
MILANO
Ieri mattina li ha salutati come sempre, una raccomandazione, un bacio
frettoloso di quello che danno le mamme ai bambini mentre si corre per
entrare a scuola. E’ andata a lavorare, sicura di tornare a prenderli
alle 16,30. Ma quando i compagni di classe sono usciti festanti,
Leonardo e Niccolò, 6 e 10 anni, non erano tra loro. Scomparsi.
C’è voluta la compassione di una maestra che l’ha vista sbiancare perchè
a Marinella Colombo, 47 anni, madre separata da un marito tedesco,
venisse detta la verità. E cioè che i suoi figli erano stati prelevati
in classe e portati via da un carabiniere. Un sequestro in piena regola,
anche se con tutti i crismi dell’istituzione e i timbri delle sentenze.
Che come si sa non hanno anima. Non quando ci sono di mezzo madri e
figli.
Perchè da ieri questa donna - fuggita dalla Germania per non vedersi
portar via i suoi bambini, inseguita da una richiesta di estradizione
negata dal tribunale di Milano, in lotta contro le istituzioni
(durissime) di un Paese straniero e tradita, in fondo, dalla sua stessa
Patria - non potrà mai più rivedere i suoi figli. Già stamattina
infatti, i due piccoli, perfettamente bilingue e con doppio passaporto,
saranno in viaggio per Monaco di Baviera.
Dove lei, Marinella Colombo, non potrà mettere piede per il resto della
vita se non vorrà essere arrestata per scontare una condanna a cinque
anni di reclusione, essendo fuggita a settembre in Italia con i figli.
Una fuga per modo di dire, visto che appena arrivata a Milano, dove la
multinazionale per cui lavorava le aveva offerto un posto da manager,
Marinella si è consegnata alla polizia, ha scontato un giorno e mezzo di
carcere a San Vittore e poi è stata liberata con obbligo di firma, in
attesa che la Corte d’appello decidesse sulla richiesta di estradizione.
Ieri i carabinieri hanno eseguito un ordine del Tribunale dei minori che
dopo aver sentenziato il rimpatrio dei bambini nel dicembre scorso,
sembrava aver sospeso l’esecuzione della sentenza in attesa
dell’evolversi di una mediazione, svolta dagli avvocati e dai genitori
davanti a un vicequestore di Milano. Mediazione di cui era stata
informato anche il ministero degli Esteri.
Invece due giorni fa l’ex marito, Jorg Tobias Ritter, titolare di una
piccola società di traslochi a Monaco di Baviera, assistito da un legale
tedesco, ha deciso di ribaltare il tavolo della trattativa e di chiedere
che la sentenza fosse eseguita, sostenendo di non poter accettare alcuna
mediazione. I due bambini secondo l’inflessibile legge tedesca essendo
nati in Germania lì devono tornare a vivere. La madre, dopo essere
arrivata angosciata in serata davanti al Tribunale dei minori, ha
ottenuto solo di poter sentire brevemente al telefono i due bambini.
Ma è possibile che al di là delle leggi e delle sentenze, non si possano
applicare altri sistemi per allontanare una madre dai suoi figli? E’
questo che si chiede il legale della signora, Laura Cossar: «Questa
vicenda è allucinante, ed è vergognoso lo scaricabarile cui abbiamo
assistito ieri: nessuno voleva dire alla mia cliente dove fossero i
bambini, nessuno sembrava più essere competente per nulla. Avevano per
giunta intimato alle insegnanti della scuola di non parlarle. Una
barbarie umana. Con l’aggravante che la Germania è già stata condannata
dalla Corte Europea per aver impedito, in un caso analogo, a un genitore
non tedesco di vedere i suoi figli per dieci anni».
Lo Jugendamt
Alla base di questa vicenda, secondo l’avvocato e la donna, ci sarebbe
l’insindacabile decisione dello Jugendamt, l’Ufficio per i minori
tedesco. Un’istituzione con poteri vastissimi in Germania, scarsi
controlli e forti legami con la politica locale, che tutelerebbe
soprattutto i genitori tedeschi in caso di matrimoni misti. Anche
Marinella, che si era sposata nel 1996 e separata nel 2006, ne ha
sperimentato l’efficacia.
Quando l’azienda per cui lavorava a Monaco ha chiuso i battenti
proponendole un trasferimento a Milano, Marinella si è rivolta
correttamente al tribunale tedesco per chiedere il permesso di portare
con sè i figli, visto che lo stesso Jugendamt aveva stabilito che l’ex
marito non era adatto a tenerli. Da quel momento è iniziato il suo
calvario. La polizia ha emesso un mandato di arresto e il tribunale ha
respinto la sua richiesta. È stato a quel punto che Marinella ha
caricato figli e bagagli sull’auto e ai primi di settembre è «fuggita» a
Milano.
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