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4/11/09

Casa dei papà separati a Roma, Tiberio Timperi: “I padri perdono affetti ed effetti”

 

Tiberio Timperi (Ansa)
Il primo dicembre sarà inaugurata a Roma la Casa dei papà separati, destinata ad accogliere i padri separati, residenti sul territorio e momentaneamente in difficoltà economiche. Testimonial dell’iniziativa, presentata nella Capitale da Sveva Belviso, assessore alle politiche sociali del Comune di Roma, è il giornalista e conduttore televisivo Tiberio Timperi, attualmente al timone di Mattina in famiglia, su Raidue. Panorama.it l’ha incontrato.
Ci spiega i motivi di questa decisione?
Nasce dalla constatazione di realtà sempre più drammatiche. Purtroppo l’attuale legge stabilisce, nella maggior parte dei casi di separazione tra coniugi, che i figli siano affidati alla madre. I papà perdono affetti ed effetti. Nel senso che devono abbandonare la casa coniugale, di cui magari stanno ancora pagando il mutuo, e cercare un altro tetto. In più sono privati della gioia di veder crescere i propri figli. Quasi sempre non riescono a far fronte alle nuove onerose condizioni economiche per cui sono costretti a dormire nelle auto, nei retrobottega, persino in strada. Situazioni drammatiche e sommerse che spesso non vengono a galla per la dignità degli interessati, restii a chiedere aiuto. Così un giorno ne ho parlato in tv ed ho lanciato un appello per la costruzione di una struttura per padri separati, raccolto dall’assessore Belviso.

Sapeva di un’analoga realtà esistente a Genova e Bolzano?
Ero a conoscenza del perfetto funzionamento della struttura abitativa in queste due città. Ed ho pensato che potesse essere realizzata anche a Roma. Fortunatamente la tv ha fatto da supporto alle istituzioni.

Come è organizzata la casa dei papà separati?
Il Comune di Roma contribuisce alle spese con 360 mila euro all’anno. Gli ospiti, che per adesso saranno 22, con 200 euro al mese, potranno usufruire di un appartamentino munito di tutti comfort in cui sarà possibile incontrare i figli anche minori. Oltre a spazi per attività ricreative, è prevista la presenza di figure professionali per fornire aiuto morale e psicologico ai papà. Il soggiorno è previsto per un anno al massimo, salvo casi particolari.

È dunque un’iniziativa sperimentale?
Sì. Il Comune vuole effettuare un monitoraggio sulla realtà sommersa dei padri separati che servirà di orientamento nelle future scelte.

Il suo ruolo di testimonial in cosa consiste ancora?
Mi impegnerò a far da tramite con le aziende per l’arredamento degli appartamenti. E, da padre separato, cercherò di dare un contributo valido affinché i figli, vittime delle separazioni, possano vivere con entrambi i genitori.

 

 

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