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20/3/10
Tribunale di Pinerolo e servizi sociali ´se rivuoi tuo figlia,
aspetti due anni
Chiede aiuto, le portano via la figlia. |
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UN MOMENTO di sconforto,
solo un momento difficile. Lo racconta così Lucia, 33 anni, il nome è di
fantasia, che il primo marzo si è presentata negli uffici dei Servizi
sociali di Pinerolo accompagnando per mano la sua bimba di due anni e
mezzo. «Non riesco più a tenerla, vorrei che fosse affidata
temporaneamente a una famiglia», ha detto d' un fiato. Dentro di lei
sapeva benissimo che non avrebbe resistito a lungo senza vedere la sua
piccola, ma in quel momento non vedeva soluzioni migliori. E infatti
dopo una notte insonne, il giorno seguente Lucia si è presentata di
nuovo agli assistenti sociali dicendo che si sentiva pronta per tornare
a casa con la figlia. Ma la risposta l' ha gelata: «Non può riavere la
bambina». E quel momento di sconforto si è trasformato in un incubo che
non è ancora finito. Tutto è iniziato dopo un litigio tra la donna, che
è una ragazza madre,e un amico che da sempre si occupa di lei e della
bambina. «In quel momento ho avuto paura di non riuscire più a badare
alla piccola - racconta la madre - Non volevo abbandonarla, sennò l'
avrei lasciata da un' altra parte. Succedea tante mamme di lasciare ai
propri genitori il figlio per un giorno, una sera. E poi tutto torna
nella normalità. Io però non ho nessuno a cui rivolgermi e ho pensato ai
servizi sociali». Chi l' ha accolta le ha proposto soluzioni alternative
all' affido temporaneo: la donna avrebbe potuto andare in una casa
famiglia assieme alla figlia, oppure poteva avere un aiuto a casa. «Un'
assistente sociale mi ha invitatoa ripensarci ma in quel momento
potevano dirmi qualunque cosa, avevo il bisogno di staccarmi per un po'
- dice Lucia - Così mi hanno fatto scrivere un foglio sotto dettatura in
cui davo mia figlia in affidamento temporaneo». Ma dopo nemmeno 24 ore
la donna era di nuovo lì, rinsavita, lucida, consapevole che l' unico
desiderio era riabbracciare sua figlia. Dalle visite sulla bambina si
era capito che non c' erano stati maltrattamenti né abusi e che la
bambina era finora cresciuta in un ambiente sereno. «Per questo sono
rimasta sconcertata quando mi hanno detto che non potevo vederla - si
dispera la madre - Sono scoppiata a piangere. Le assistenti sociali mi
hanno detto che la bimba non era un pacco, che la pratica era passata al
tribunale dei minori e ci sarebbe voluto molto tempo, anche due anni,
per riottenere l' affidamento». Da allora la bambina vive con un' altra
famiglia nel Pinerolese, la madre è riuscita a vederla solo una volta
per un' ora dopo mille insistenze. E ha affidato il caso nelle mani
dell' avvocato pinerolese Marco Borno, che ha preparato un' istanza al
tribunale dei minori per la riammissione della bimba nella potestà
genitoriale. «Sono amareggiata da tutta questa situazione - conclude
Lucia - Molte persone mi avevano parlato male dei servizi sociali, ma io
mi sono voluta fidare perché se hai un problema e non hai una famiglia
che ti segua sono loro che dovrebbero aiutarti, no? Non mi sembra che,
riducendo tutto a una pratica burocratica, stiano tutelando il minore.
Voglio solo mia figlia, vengano pure a controllarmi tutti i giorni, ma
voglio tornare a casa con la sua bimba». - FEDERICA CRAVERO DARIO
MONGIELLO
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