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http://www.adiantum.it/public/363-chi-va-contro-il-condiviso.-fate-attenzione-a-chi-si-definisce-democratico....asp
6/4/10
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Chi va contro il Condiviso. Fate attenzione a chi si definisce
democratico... |
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Pare che, a breve, le
inefficienze della legge 54/06 troveranno un salvifico correttivo grazie
alle brillanti idee di alcune donne dell'Italia dei Valori e
dell'importante Associazione dei Giuristi democratici. Idee subito
riprese da Roberta Lerici, attrice, sceneggiatrice e responsabile
infanzia del partito di Di Pietro, baldanzosa più che mai nonostante la
personale disfatta elettorale (ben 156 voti...).
Uno dei capisaldi della futura proposta potrebbe essere, a leggere su
internet, l'abolizione della legge che aveva previsto l'eliminazione
dell'ICI prima casa, cioè quella casa (cito testualmente) in cui “i
coniugi possidenti e maggiormente remunerati rispetto alle proprie
consorti potranno continuare ad esercitare agevolmente su di loro
violenze e pressioni economiche e psicologiche”.
In effetti: persa la prole, persa la casa, perchè mantenere in vigore
questa sperequazione ? Almeno per i padri separati, anche quelli finiti
al dormitorio, l'ICI deve restare in vigore. Solo per loro, però. E' una
questione di giustizia sociale, affermano quelle brave teste pensanti:
saranno loro, i padri separati, ad assumere il ruolo di capri espiatori
del fatto che l'Italia resta uno dei fanalini di coda per quanto
riguarda parità fra i sessi nell'ambito sociale e lavorativo.
Citiamo ancora dalla lettera aperta dei Giuristi democratici (era
democratica anche la DDR di Honecker, la Romania di Ceausescu, lo è la
Corea del Nord di Kim Jong, quindi l'aggettivo non tragga in inganno):
“La violenza e le discriminazioni compiute dagli uomini ai danni delle
donne, siano esse di tipo fisico, psicologico o economico, al di là del
contesto in cui vengono compiute, non rappresentano mai una
“trasformazione” della realtà, un evento eccezionale, una “anomalia”
connessa a qualità personali del singolo uomo che le compie, ma, come
espresso nel Preambolo della Convenzione per l’Eliminazione di ogni
forma di discriminazione contro la donna (CEDAW), sono la
“manifestazione di un potere relazionale storicamente diseguale tra
uomini e donne, uno dei principali meccanismi sociali attraverso i quali
le donne sono costrette ad occupare una posizione subordinata rispetto
agli uomini”.
Ci volevano loro, muniti di sigla tanto promettente nella denominazione
quanto deludente nei contenuti. In un momento in cui diverse procure
hanno lanciato l'allarme delle false denunce strumentali (circa l'80%
del totale in fase separativa, favorite dall'automatismo della nostra
bella giustizia), e si sta affermando il nuovo concetto di “tutelare il
minore e non tutelarsi dietro il minore”, ecco l'ingegnosa idea del
Think Tank congiunto Italia dei Valori-Giuristi democratici: eliminare
dall'affido condiviso chi sia stato semplicemente denunciato per
molestie, minacce o percosse contro... non contro l'altro coniuge,
attenzione, ma soltanto contro la moglie !
Una legge esclusivamente contro gli uomini. Una legge sessualmente
discriminante.
Questo colpo di genio, peraltro, arriva quando è ormai chiaro che troppi
genitori, prevalentemente padri, pur assolti completamente, dopo anni di
processi, da accuse calunniose riguardanti abusi sui figli o violenza
sulle mogli, non sono stati risarciti e non sono più riusciti a
ritrovare una normalità affettiva e relazionale con i propri bambini. Ma
la riflessione che s'impone è che almeno quattro quinti di queste
denunce non si concludono con la condanna, risultano palesemente
strumentali e quindi, deduciamo noi, l'utilizzo che di esse si fa
verrebbe incoraggiato ulteriormente da questa aberrante proposta.
Un tale diventato molto importante, quasi un paio di millenni fa, diceva
pressappoco "chi è senza peccato scagli la prima pietra". Io penso che
sia un messaggio molto attuale: la violenza è sempre meno colorata di
genere nella società occidentale. Il settanta per cento delle
sottrazioni internazionali di minori sono perpetrate da donne; il
novanta per cento degli infanticidi è commesso da donne; il dieci per
cento dei pedofili è di sesso femminile; il Telefono azzurro ha
recentemente annunciato il sorpasso delle madri quali causa di chiamate
di allarme per maltrattamenti sui bambini. Il novanta per cento dei
genitori alienanti sono donne. Il venticinque per cento degli stalkers
già ammoniti e/o condannati sono donne.
E poi c’è la superficialità delle istituzioni: a un bimbo sodomizzato
col vibratore dalla madre, a Busto Arsizio, il Tribunale ha impedito di
vivere col padre separato, uomo irreprensibile e ignaro di tutto, e ha
preferito richiuderlo in comunità. La madre, invece, è libera.
E infine, per parlare proprio di violenza domestica, le donne non sono
immuni: nel Canada, secondo fonti governative, ormai il cinquantaquattro
per cento della violenza interconiugale è femminile. In Italia, tra
bullismo femminile e mogli di nuova generazione (quella nata in piena
epoca di scontro tra i generi) ci stiamo avvicinando rapidamente.
Allora basta creare steccati: uniamoci finalmente, uomini e donne di
buona volontà, contro la violenza di qualunque genere e forma. Con buona
pace di quattro sedicenti democratici.
Fonte: Redazione - V. Vezzetti
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