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6/4/10

Chi va contro il Condiviso. Fate attenzione a chi si definisce democratico...

Pare che, a breve, le inefficienze della legge 54/06 troveranno un salvifico correttivo grazie alle brillanti idee di alcune donne dell'Italia dei Valori e dell'importante Associazione dei Giuristi democratici. Idee subito riprese da Roberta Lerici, attrice, sceneggiatrice e responsabile infanzia del partito di Di Pietro, baldanzosa più che mai nonostante la personale disfatta elettorale (ben 156 voti...).

Uno dei capisaldi della futura proposta potrebbe essere, a leggere su internet, l'abolizione della legge che aveva previsto l'eliminazione dell'ICI prima casa, cioè quella casa (cito testualmente) in cui “i coniugi possidenti e maggiormente remunerati rispetto alle proprie consorti potranno continuare ad esercitare agevolmente su di loro violenze e pressioni economiche e psicologiche”.

In effetti: persa la prole, persa la casa, perchè mantenere in vigore questa sperequazione ? Almeno per i padri separati, anche quelli finiti al dormitorio, l'ICI deve restare in vigore. Solo per loro, però. E' una questione di giustizia sociale, affermano quelle brave teste pensanti: saranno loro, i padri separati, ad assumere il ruolo di capri espiatori del fatto che l'Italia resta uno dei fanalini di coda per quanto riguarda parità fra i sessi nell'ambito sociale e lavorativo.

Citiamo ancora dalla lettera aperta dei Giuristi democratici (era democratica anche la DDR di Honecker, la Romania di Ceausescu, lo è la Corea del Nord di Kim Jong, quindi l'aggettivo non tragga in inganno): “La violenza e le discriminazioni compiute dagli uomini ai danni delle donne, siano esse di tipo fisico, psicologico o economico, al di là del contesto in cui vengono compiute, non rappresentano mai una “trasformazione” della realtà, un evento eccezionale, una “anomalia” connessa a qualità personali del singolo uomo che le compie, ma, come espresso nel Preambolo della Convenzione per l’Eliminazione di ogni forma di discriminazione contro la donna (CEDAW), sono la “manifestazione di un potere relazionale storicamente diseguale tra uomini e donne, uno dei principali meccanismi sociali attraverso i quali le donne sono costrette ad occupare una posizione subordinata rispetto agli uomini”.

Ci volevano loro, muniti di sigla tanto promettente nella denominazione quanto deludente nei contenuti. In un momento in cui diverse procure hanno lanciato l'allarme delle false denunce strumentali (circa l'80% del totale in fase separativa, favorite dall'automatismo della nostra bella giustizia), e si sta affermando il nuovo concetto di “tutelare il minore e non tutelarsi dietro il minore”, ecco l'ingegnosa idea del Think Tank congiunto Italia dei Valori-Giuristi democratici: eliminare dall'affido condiviso chi sia stato semplicemente denunciato per molestie, minacce o percosse contro... non contro l'altro coniuge, attenzione, ma soltanto contro la moglie !

Una legge esclusivamente contro gli uomini. Una legge sessualmente discriminante.

Questo colpo di genio, peraltro, arriva quando è ormai chiaro che troppi genitori, prevalentemente padri, pur assolti completamente, dopo anni di processi, da accuse calunniose riguardanti abusi sui figli o violenza sulle mogli, non sono stati risarciti e non sono più riusciti a ritrovare una normalità affettiva e relazionale con i propri bambini. Ma la riflessione che s'impone è che almeno quattro quinti di queste denunce non si concludono con la condanna, risultano palesemente strumentali e quindi, deduciamo noi, l'utilizzo che di esse si fa verrebbe incoraggiato ulteriormente da questa aberrante proposta.

Un tale diventato molto importante, quasi un paio di millenni fa, diceva pressappoco "chi è senza peccato scagli la prima pietra". Io penso che sia un messaggio molto attuale: la violenza è sempre meno colorata di genere nella società occidentale. Il settanta per cento delle sottrazioni internazionali di minori sono perpetrate da donne; il novanta per cento degli infanticidi è commesso da donne; il dieci per cento dei pedofili è di sesso femminile; il Telefono azzurro ha recentemente annunciato il sorpasso delle madri quali causa di chiamate di allarme per maltrattamenti sui bambini. Il novanta per cento dei genitori alienanti sono donne. Il venticinque per cento degli stalkers già ammoniti e/o condannati sono donne.

E poi c’è la superficialità delle istituzioni: a un bimbo sodomizzato col vibratore dalla madre, a Busto Arsizio, il Tribunale ha impedito di vivere col padre separato, uomo irreprensibile e ignaro di tutto, e ha preferito richiuderlo in comunità. La madre, invece, è libera.

E infine, per parlare proprio di violenza domestica, le donne non sono immuni: nel Canada, secondo fonti governative, ormai il cinquantaquattro per cento della violenza interconiugale è femminile. In Italia, tra bullismo femminile e mogli di nuova generazione (quella nata in piena epoca di scontro tra i generi) ci stiamo avvicinando rapidamente.

Allora basta creare steccati: uniamoci finalmente, uomini e donne di buona volontà, contro la violenza di qualunque genere e forma. Con buona pace di quattro sedicenti democratici.


Fonte: Redazione - V. Vezzetti

 

 

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