PAPA' SEPARATI E FIGLI onlus

Telefono: 339/7389709 - 333/8850336

Corso Novara, 64   presso Ideasolidale   10152 TORINO

 

http://www.adiantum.it/public/373-omicidio-suicidio-di-ivrea.-(dis)informazione-di-genere-a-confronto.asp

9/4/10

Omicidio-suicidio di Ivrea. (dis)Informazione di genere a confronto

E' di queste ore la notizia dell'omicidio-suicidio di Ivrea, dove una mamma separata ha ucciso il suo bambino di 8 anni e si è tolta la vita, annegandosi anche lei nelle acque della Dora Baltea. Tragedia a parte, colpisce le menti più attente la sfumatura di benevolenza nei confronti di chi ha commesso un supremo e inaccettabile esercizio della "proprietà umana": l'omicidio del figlio, visto come personale estroflessione. Fate attenzione, questa volta è toccato alla madre, ma sappiamo tutti che casi analoghi, compiuti da alcuni padri, non sono affatto rari. Non si mette in dubbio l'efferatezza dell'accaduto, ma la questione è dettata, appunto, dal "taglio" che ne viene dato dai mass media, diverso a seconda del genere a cui l'assassino-suicida appartiene. Repubblica non fa eccezione, anzi..... Partiamo dal titolo: "Ivrea. Prende il figlio e il cane per andare a morire nella Dora". La parole "omicidio", "suicidio" non appaiono neanche. Azzarderemmo che dal titolo non si capisce se è morta solo lei o se figlio e cane abbiano fatto la stessa fine. Si evoca una specie di martirio, un sacrificio tutto sommato accettabile per la Società. Giusto un pò di tristezza, come se fosse morto solo il cane. E invece il povero Fido si è salvato. Il piccolo Mattia, invece, no.

Ma andiamo al sottotitolo: "La donna, 35 anni, era separata e soffriva di depressione.....". Chiaro ? Non è ancora cominciata la descrizione del fatto di cronaca, che già scatta la giustificazione del crimine, e la sua sostanziale "assoluzione sociale".

La cosa non sorprende, perchè "una cronica asimmetria di valutazione in base al genere del reo è ben radicata nel mondo, non solo in Italia. Le dinamiche, teorizzate da Warren Farrell nel suo "Mith of male power", si rifanno alla c.d. Cortina Di Pizzo, e cioè al pregiudizio nei media, nella magistratura, nelle iniziative parlamentari, nelle attività di supporto sociale e nel sistema educativo a favore delle donne in generale e dell´ottica femminista in particolare. Quando un uomo commette un crimine, l´attenzione ricade sulla vittima; quando lo commette una donna, l´attenzione si concentra sulle cause che potrebbero averla spinta a commetterlo" (F. Nestola).

L'articolo prosegue con la dinamica dei fatti, la solita descrizione. Ma subito dopo, ecco la "consacrazione" della disinformazione di genere: "La donna, separata da un anno e mezzo dal marito (con cui però aveva cenato ieri sera), pare vivesse da qualche tempo in uno stato di depressione. Prima il matrimonio finito per un'altra relazione che aveva, poi fallita anche quella, e il lavoro perso da alcuni mesi per colpa della crisi. Sull'auto sono stati trovati un mazzo di chiavi e un libro di favole. Il marito della donna e padre del bambino gestisce una carrozzeria a Quassolo. Dopo la separazione comunque, secondo le testimonianze, i due erano rimasti in buoni rapporti. Ma per la donna era iniziata una fase di particolare sofferenza, di cui aveva parlato ai suoi conoscenti più intimi e infine anche all'ex marito. "L'ho vista ieri pomeriggio, è venuta qui a comprare delle pile con il figlio", racconta sconvolta Elisa, la titolare dell'edicola di Tavagnasco. "Sapevo che non stava attraversando un bel periodo....".

Riassumiamo: la signora avrebbe tradito il marito e, in seguito a ciò sarebbe finito il matrimonio. Nonostante ciò, i due erano in buoni rapporti, e condividevano anche momenti di vita in comune, insieme al bambino. La donna subisce un altra delusione sentimentale, perde il lavoro e comincia a soffrire, confidandosi con l'ex marito, che le sta vicino. Ma questo non è sufficiente ad evitare la tragedia.

Non esistono parole per descrivere la pena che suscita un fatto simile. Basti pensare al figlio, uscito di casa con l'illusione di far qualcosa di bello, e finito al cimitero. Quando muore un bambino, ucciso da un genitore, l'informazione dovrebbe concentrarsi su di lui, su ciò che avrebbe potuto fare nella vita, sui suoi ultimi momenti. L'enfatizzazione dei sentimenti potrebbe avere un effetto migliore rispetto alla descrizione dell'orrore, e potrebbe far cambiare idea a chi, in questo momento, si trova nelle stesse condizioni della mamma di Ivrea (o del papà di vattelapesca), pericolosamente vicino a compiere lo stesso gesto.

In questo ennesimo episodio, invece, manca solo che venga accusato il padre, magari di non essere stato sufficientemente vigile, per individuare anche una sua corresponsabilità nel fatto.

Ma la nostra riflessione non sarebbe completa senza aver prima fatto i debiti raffronti. Rimaniamo sempre su Repubblica.it, e scaviamo un pò nella storia recente degli italiani, immortalata negli archivi on line. Ne abbiamo scelta una sola, per motivi di spazio, ma vi assicuriamo che è la punta dell'iceberg:

13 Marzo 2008 - "Strage familiare, niente funerale per il medico": "Taranto. Non ci sarà funerale per il chirurgo tarantino che lunedì mattina ha sterminato a martellate la sua famiglia........la legge ecclesiastica proibisce le esequie ai 'peccatori manifesti', tra i quali vanno annoverati coloro che attentano alla propria vita e a quella altrui, in specie se vi sono legami naturali e familiari. Ieri nella maestosa chiesa disegnata da Gio' Ponti, a poche centinaia di metri dalla casa degli orrori, invece, oltre mille persone hanno partecipato all' estremo saluto alle vittime della mattanza....... Tra i banchi, impietriti dal dolore i familiari di Annarita Fanelli, la moglie giustiziata a martellate dal medico in preda alla follia omicida".

Anche stavolta, riassumiamo: "niente funerali", "mattanza", "follia omicida". Nessuna pietà, neanche da parte della Chiesa, notoriamente misericordiosa come Dio insegna ad essere.

Una domanda su tutte: e se il medico tarantino fosse stato semplicemente (e pesantemente) depresso ? E' possibile immaginare che anche lui, così come la povera mamma di Ivrea, stesse passando "un momento di particolare sofferenza", che lo ha spinto verso lo stesso, tragico viaggio senza ritorno ?


Fonte: Redazione
 

 

Copyright ® papaseparatitorino.it  Tutto il materiale non prodotto da papaseparatitorino.it è proprietà dei rispettivi autori. La riproduzione anche se parziale, dei testi o della parte grafica del sito è vietata. Info@papaseparatitorino.it