|
http://www.adiantum.it/public/381-psicopatologia-della-separazione.-la-coppia-durante-la-vita---di-m.a.-salluzzo.asp
11/4/10
|
Psicopatologia della separazione. La coppia durante la vita - di M.A.
Salluzzo |
 |
Con l’approvazione della
legge sul divorzio nel 1970 si pensò ingenuamente che eliminando la
convivenza, a poco a poco, le difficoltà sarebbero andate a posto e che
la separazione legale (fisica e non psicologica) dei coniugi avrebbe
potuto risolvere soddisfacentemente il loro disagio di coppia. Ma non si
pensò a valutare ab origine la diversità delle situazioni di disagio, e
che in molti casi la separazione fisica avrebbe potuto portare persino
ad un inasprimento delle difficoltà.
A questo punto, ci si dovrebbe rassegnare ad ammettere che il fenomeno
della separazione/divorzio, generalmente, possa nascere o da una vera e
propria psicopatologia della coppia e/o dell’individuo, o da esigenze
evolutive legate alla difficoltà di superare le tappe cruciali del
proprio sviluppo psicologico, quelle che diversi autori interpretano
come aspetto sociale emergente di un fenomeno che potremmo definire come
crisi di mezza età (Dicks H. V., 1992), oppure da un fisiologico
esaurimento del rapporto, oppure da un insieme di questi fattori. I
motivi solitamente addotti (tradimenti, relazioni extraconiugali,
violenze fisiche e psichiche, ecc.) non devono ingannare, perché, anche
se possono essere in parte reali, tipicamente essi vengono usati per
mascherare quelli fondanti, più profondi, che restano inconsci, o per lo
più solo vagamente coscienti.
L’avvenuta crescita dei figli, e la delusione per aver raggiunto con la
propria dedizione alla famiglia solo degli scopi impersonali (ciò che
potremmo definire una creatività biologica, legata alla nascita e all’accudimento
dei figli), spesso colgono impreparati, a metà della loro vita, i
partner che si accorgono improvvisamente di essere incastrati in un
progetto di vita diverso da ciò che i loro bisogni evolutivi personali,
prepotentemente, gli sottopongono come futuro obiettivo da raggiungere
(ciò che potremmo definire una creatività psicologica, la realizzazione
di sé).
Ciò che le coppie sembrano desiderare dopo la separazione è la libertà
dalla schiavitù di un vincolo basato su esigenze superate. Ciò che
maggiormente sembra attrarre i separati sono le esperienze di
realizzazione di sé (Francescato D., 1994). I legami affettivi su cui si
è fondata l’unione di coppia e della famiglia, vagheggiati come eterni
in gioventù, sono stati sentiti, in
età successiva, come limitanti la libertà personale necessaria a
conseguire la realizzazione di sé.
Un altro punto di vista, non incompatibile col precedente, è quello
psicoanalitico espresso da Didier Anzieu (1986): “La prima esperienza di
coppia realizzata da due partner giovani generalmente inizia con una
fase di illusione a due. […] La fase seguente, quella della
disillusione, può comportare la dissoluzione della coppia che riconosce
con rancore e risentimento di essere stata cieca su se stessa … […] Le
coppie di innamorati che si costituiscono …sulla base di questa
illusione, che le rende da un punto di vista immaginario eterne […]
condividono le stesse idee, le stesse letture, gli stessi studi e gusti,
le stesse attività. Si comunicano costantemente i loro pensieri. […]
Realizzano così una coppia di gemelli immaginari, senza distinzione
sessuale e, al limite, interscambiabili.
Laddove non sono simili, si consolano scoprendosi complementari. […]
Tuttavia questa complementarietà è mal vista nel momento in cui aumenta
di importanza, perché attenta all’ideale di una pari condivisione di
tutte le attività, responsabilità, possibilità e realizzazioni,
risvegliando rivalità ed esponendo così i membri della coppia alla lotta
per il potere, tanto temuta e disprezzata. Una fusione simbiotica li
salda insieme in … uno spazio d’inclusione reciproca. Il lavoro
psicoanalitico con coppie in difficoltà mostra spesso come ciascun
partner nella prima infanzia sia stato molto dipendente … dall’immagine
materna e non abbia potuto separarsi dalla sua famiglia d’origine se non
portandosi dietro la pelle immaginaria di questa madre. La coppia si
avvolge in queste due pelli immaginarie materne … involucro narcisistico
idealizzato. All’interno di esso i due giovani si sentono votati al
progetto di una unione eccezionale. Entrambi non hanno acquisito un Io
pelle relativamente autonomo".
Fonte: Redazione
|
|