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http://www.adiantum.it/public/434-ddl-957-e-class-action-sul-condiviso,-un-mix-efficace.-attenzione-a-non-rimanere-indietro.asp
25/4/10
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DDL 957 e Class Action sul condiviso, un mix efficace. Attenzione a
non rimanere indietro |
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Più di una persona, spinta
dall'entusiasmo e dalle rinnovate speranze di una modifica parlamentare
del condiviso, sta ancora aspettando prima di aderire alla Class Action
contro il Ministero della Giustizia.
E’ un errore, e chi lo sta facendo, pur avendo intenzione di aderire, si
sbaglia e rischia di rimanere irrimediabilmente indietro.
Molte sono le ragioni che, invece, spingerebbero verso una maggiore
partecipazione, proprio adesso che è cominciato il cammino parlamentare
del DDL 957. Paradossalmente, un clima istituzionale sereno avrebbe
distratto un po’ l’attenzione dei possibili nuovi aderenti, e la scena
sarebbe stata rubata, con il favore di tutti noi, dai lavori
parlamentari del disegno di legge. Poco male se siamo solo in duecento,
avremmo detto.
Da qualche giorno tutto sembra essere cambiato, ma niente è perduto.
Sarebbe ragionevole pensare che l’attuale frattura politica all’interno
della maggioranza, grave e di non facile soluzione, non faccia dormire
sonni tranquilli a chi aveva sperato, all’indomani delle elezioni
regionali, in tre anni di governo senza eccessive frizioni. Questa fase
della storia del Paese rischia di ingessare ulteriormente l’attività
parlamentare, molto più di quanto non sia accaduto nei due anni
precedenti, con buona pace delle attese riforme. Tra queste, il
completamento del Condiviso.
A ben vedere, però, lo “strappo” del Presidente della Camera potrebbe
creare nuovi scenari, con un probabile ritorno del Parlamento al suo
ruolo principale, cioè quello di legiferare. E’ noto a tutti, infatti,
che pochissime leggi di iniziativa parlamentare siano state varate nel
precedente biennio, preferendo l’esecutivo affidarsi allo strumento del
decreto legge e della fiducia.
Il ripristino del dibattito parlamentare, in tal senso, potrebbe essere
salutare per la nostra democrazia, dal momento che la commistione tra i
poteri – in teoria imputabili esclusivamente agli organi previsti dalla
Costituzione – ha trovato in tal modo terreno fertile e ha inciso
notevolmente sulla vita degli italiani.
Si prenda, ad esempio, lo scandalo della L. 54/2006: al di là della
rabbia (legittima) di quanti ne subiscono quotidianamente la
disapplicazione, questa vicenda ha dimostrato, in tutta evidenza, che
nel nostro Paese una legge del Parlamento può essere aggirata da un
altro organo - la Magistratura - che avrebbe solo la funzione di
applicarla. Nella pratica, i giudici hanno “legiferato” il c.d.
domicilio prevalente, istituto inesistente nel dettato della legge.
Riflettendoci, la mancata applicazione del mantenimento diretto è essa
stessa, a contrario, una chiara invasione dei magistrati nel potere
legislativo che la Costituzione delega alle camere in via esclusiva.
La restituzione del potere legislativo al Parlamento, pertanto, sarebbe
di buon auspicio per i lavori del DDL 957. La sua calendarizzazione è
solo l'inizio di un lungo cammino, e quando il testo arriverà alla
Camera, dove sarà accorpato con gli altri progetti di legge (PDL 2209,
in primis), l'avvocatura dello Stato probabilmente sarà già al lavoro
per difendersi da quanti avranno avuto la perseveranza di aspettare e
andare avanti con la Class Action e, poco più in là, con la Corte
Europea. Anni di falso affidamento condiviso pretendono un giusto
risarcimento per chi ne è stato toccato, e la Politica non è stata meno
colpevole della Magistratura nel rinviare la soluzione istituzionale del
problema.
Diciamolo pure, adesso che i parlamentari si sono svegliati un pò, a
qualcuno forse spiace dar loro addosso con un procedimento giudiziario
collettivo......ma anche questa sensazione è un errore. E' il frutto del
nostro tradizionale "buon cuore", ma pur sempre un errore.
La Class Action, infatti, è una causa collettiva che va contro il
Ministero in qualità di organo amministrativo, e non politico. Chi
amministra un governo assume precise e cogenti responsabilità
amministrative nei confronti dei cittadini, e non può sottrarsi dal
verificare esposti e denunce dirette ad una parte delle Istituzioni. Nel
caso del condiviso, la volontà di non investigare ha raggiunto il
"livello di complicità", e si è tradotto in un simmetrico concorso di
colpa nello scandalo italiano del condiviso.
L'iniziativa collettiva che si sta intraprendendo, poi, costituirà un
grande mezzo di pressione che si aggiungerà proprio nel momento in cui i
lavori parlamentari saranno avanzati, rafforzandone l’indirizzo verso
soluzioni non mediate da eccessivi emendamenti.
E se l’attuale clima politico produrrà una crisi di Governo ? Cosa
succederà al DDL 957 e al PDL 2209 ? Ce lo chiediamo tutti, e ne temiamo
l’esito incerto e l’allungamento dei tempi. Ma se ciò dovesse accadere,
chi sarà andato avanti con la Class Action avrà ancora una bella carta
da giocare.
Fonte: Redazione
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