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28/4/10
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Cacciato di casa dalla ex moglie, si impicca |
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La vittima è un sessantenne
disoccupato e depresso. L'uomo viveva nella casa dell’ex moglie di
origini eritree in via da Verdara
PADOVA. Si è ucciso perché non voleva essere sfrattato dall’a
ppartamento in cui viveva. Tragedia della solitudine ieri pomeriggio in
via San Giovanni da Verdara 58. Proprio ieri, verso le 16, l’ufficiale
giudiziario avrebbe dovuto recarsi da Salvatore Collodoro, 60 anni,
disoccupato, che da anni viveva senza titolo nell’appartamento di
proprietà della ex moglie di origini eritree, per farlo sloggiare
definitivamente. Ma l’ufficiale in quella casa non ci è mai entrato.
Poco prima dell’incontro, infatti, il figlio minore di Salvatore
Collodoro, è andato a trovare il padre, per prendere alcuni documenti,
ma soprattutto per non lasciarlo solo in un momento così drammatico.
Lui e suo fratello, hanno cercato in tutti i modi di stare vicini al
padre in questi anni. Tuttavia, appena il giovane di 25 anni ha aperto
la porta si è trovato di fronte una tragedia da lasciare senza fiato. Il
padre Salvatore si era impiccato in salotto. La casa in disordine. E sul
tavolo un biglietto: «Scusate. Sono stanco, non ce la faccio più a
vivere così. Senza lavoro, senza la mia famiglia, con lo sfratto. Non
voglio finire sulla strada». Poi ha lasciato un bacio per iscritto alla
moglie e ai due figli. Sul posto sono arrivati i carabinieri, il medico
legale e successivamente i necrofori che hanno trasportato la salma in
obitorio, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Ma che si tratti di un suicidio non c’è alcun dubbio per militari e
magistrato. Suicidio legato, tra l’altro, proprio allo sfratto che
l’uomo considerava probabilmente l’ennesimo fallimento della propria
vita. I figli, tuttavia, l’avevano convinto a trasferirsi
temporaneamente da loro. Ed era pronta anche una soluzione temporanea,
in attesa che il Comune gli desse un tetto. Sempre i figli avevano
insistito perché presentasse domanda per un alloggio pubblico. Cosa che
aveva fatto.
Ma l’uomo non ne voleva sapere: si è lasciato andare. E lo sfratto è
stato un tremendo pretesto. Collodoro, originario di Caltanissetta, fino
a qualche anno fa aveva lavorato come procacciatore d’affari nel campo
dell’abbigliamento. Sposato e successivamente divorziato, aveva avuto
due figli con i quali aveva mantenuto un buon rapporto.
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