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4/6/10
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Nonni e separazioni. Quando il patto generazionale viene meno - di
Giovanni Caruso* |
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La fase post separazione,
molto spesso è caratterizzata da una costellazione di eventi (contrasto,
lutto, odio, ricorso alle autorità per l’affido, per questioni
economiche, per la casa ecc) che viene definita “dissociazione
coniugale”.
Il sistema familiare attraversa una fase altamente destabilizzante tanto
per i partner che attuano la separazione, quanto per i figli che in tale
periodo corrono un rischio psicopatologico, relativamente alto nei due
terzi dei casi. Proprio i figli che dovrebbero essere “soggetto primo”
nella separazione, spesso sono oggetto “usato” nella lotta, dove i
confini della coniugalità vengono confusi con quelli della
genitorialità, la cui distinzione è, non solo utile per poter continuare
ad essere buoni genitori, ma essenziale per la salute psichica dei
figli.
Un altro confine che, molto spesso, viene abbattuto è quello
intergenerazionale. Quel patto di rispetto dei confini e delle
competenze tra generazioni che modulano il buon funzionamento del
sistema familiare. Quando parliamo di sistema familiare, infatti,
intendiamo un sistema “gerarchico” delineato da "confini" tra una
generazione e l'altra, come se si trattasse di aree geografiche o
regioni appartenenti, però, ad uno stesso stato. La famiglia, quindi, si
presenta come un insieme non solo di individui, ma anche di generazioni
gerarchiche con confini propri che comprende i nonni, i genitori e i
figli.
La gerarchia, non intesa come potere, ma come attuazione della propria
competenza genitoriale, ha un ruolo fondamentale per il buon
funzionamento familiare, e ciò, in particolar modo, quando sono presenti
bambini o adolescenti.
La seconda caratteristica di un buon funzionamento del sistema familiare
è la chiarezza dei confini tra i sottosistemi, secondo cui ogni
generazione ha il diritto al rispetto e alla non invasione del suo
spazio e ha il dovere di rispettare e non invadere lo spazio altrui.
Così per esempio sappiamo che tanto più un figlio è piccolo, tanto più
le scelte competono ai genitori, i nonni giocano con i nipoti e
supportano i genitori senza interferire con le loro scelte. Grazie ai
confini abbiamo imparato a parlare ai nonni in certo modo ed ai fratelli
in un altro, ecc.
Nella fase della separazione della coppia, anche i confini tra i nonni e
genitori, che prima avevano assicurato l’intimità della coppia e della
famiglia, saltano. I nonni coinvolti nella separazione in questa fase,
assumono un ruolo molto importante di supporto sia per i partner e
soprattutto per i nipoti. Il loro compito va dal sostegno economico ed
affettivo, a volte di semplice vicinanza, fino a sostituirsi ai genitori
anche per lunga durata e a volte in modo permanente. Il supporto dei
nonni è insostituibile. Lo ha riconosciuto anche uno studio della Camera
di Commercio su dati ISTAT secondo cui le famiglie risparmiano 50
miliardi l’anno grazie all’aiuto dei nonni. Preziosi come babysitter,
risorsa in tempo di vacanze, l’appoggio offerto dai nonni durante la
scuola, è ancora più prezioso. La chiarezza di ruoli, tuttavia, permette
ai nonni di fare i nonni e ai genitori di fare i genitori. Che il
genitore sia rispettato come tale e si possa rispettare egli stesso è
una necessità non solo sua, ma anche dei figli. Il bambino, infatti, ha
bisogno di sentire che i suoi genitori hanno l'autorità
(l'autorevolezza) per essere genitori.
Quando il patto generazionale viene meno come spesso accade nelle
separazioni, assistiamo a nonni che invadono gli spazi dei genitori, e
genitori che delegano ai nonni gran parte della crescita e quindi
educazione dei propri figli creando confusione tanto nei ruoli quanto
nelle funzioni genitoriali (i nonni babysitter).
Si verifica così quel fenomeno che viene chiamato “inserimento
disgregante della terza generazione (nonni) nella lotta”; il conflitto
viene allargato alle famiglie d’origine , i nonni entrano nel conflitto
per salvaguardare la coppia o il proprio figlio, dando consigli,
assumendo posizioni rigide ,vengono esaltate le qualità e la
disponibilità di alcuni nonni a discapito degli altri e si evidenziano
le mancanze del genitore non presente e dei suoi genitori. Pur
nell’intenzione di proteggere i nipoti talvolta i nonni, travolti nel
vortice, si buttano nella mischia per distruggere “l’altro” non
rendendosi conto che il bambino ha bisogno di avere nei genitori, anche
separati, il suo punto di riferimento.
Quei nonni che correggono (o criticano) i propri figli di fronte ai
nipoti o cercano di correggere sui nipoti stessi certi input educativi
dei genitori, o peggio denigrano uno o entrambi i genitori non solo non
sono utili a nessuno, ma diventano dannosi ai bambini proprio in quanto
tolgono loro la possibilità di avere un punto di riferimento stabile e
sicuro che permette loro una crescita psicofisica ottimale.
Non è pensabile, né accettabile che i nonni possano sostituirsi ai
genitori.
Molto utili e saggi, al contrario, sono quei nonni che pur non
rinunciando al ruolo di supporto così prezioso, non solo non si lasciano
travolgere dall’immaturità che spesso caratterizza la coppia nella fase
della separazione, ma si pongono in una posizione distinta e aiutano la
coppia a tenere ben distinti la separazione coniugale dalla “intesa
genitoriale”, che è lo spazio dove continuare ad esercitare la
competenza genitoriale ,che è l’esito ottimale di ogni separazione.
Fonte: Redazione
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