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http://www.adiantum.it/public/674-tanti-magistrati-non-capiscono-che-hanno-contribuito-a-creare-una-cultura-sbagliata.asp
6/6/10
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Tanti magistrati non capiscono che hanno contribuito a creare una
cultura sbagliata |
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Commento di Antonello. Per
capire come stanno le cose, è sufficiente vedere chi ha firmato le
proposte di legge per la modifica della 54/2006...Non mi pare ci sia la
firma del Ministro per le Pari Opportunità.
E´ da anni che sostengo che quel ministero è nelle mani sbagliate. E´ da
anni che non vengo smentito dai fatti e dalle "opere" della Ministra.
Io parto sempre dal principio che se in un paese "civilizzato" come il
nostro si debba arrivare a fare la guerra "tra sessi" per fare il padre
vuol dire che tanto civile non lo è affatto, e se siamo in queste
condizioni una certa responsabilità la magistratura, e non solo i
politici, se la deve riconoscere. Certo non tutta la magistratura, ci
mancherebbe, ma quella parte che per anni ha usato il suo potere per
"farla pagare" agli uomini dovrebbe, se ne possiede l´onestà
intellettuale, farsi un esame di coscienza.
Forse molti di loro non si rendono conto che con i loro provvedimenti
hanno contribuito e non poco a creare una falsa realtà e una cultura
sbagliata. Ed è questo che viene rimproverato. Possono pure aver agito
in buona fede ma hanno sbagliato e se sono in buona fede devono
riconoscere che l´errore non può continuare a durare.
Una donna che entra in un´aula di tribunale con la convinzione che tutto
ciò che dirà verrà preso per oro colato e quello che dirà l´ex marito
verrà messo sotto analisi serrata, non avrà lo stesso peso specifico,
oppure con la convinzione che tanto la casa rimarrà a lei, otterrà una
rendita vitalizia e potrà “gestire” i figli (il termine è il più adatto
considerata appunto la tendenza) come meglio vorrà utilizzandoli da
subito come clava contro l’ex di turno, è in possesso di una
"sottocultura" generalizzata nata e radicata negli anni che la
magistratura ha contribuito a diffondere con le sentenze a senso unico
emesse per decenni e decenni.
Oggi non si può più parlare di errore, è dovere delle persone
intellettualmente oneste, parlare di “errore voluto”, cercato per
ottenere scopi diversi dal "bene del minore". Allora queste persone che
continuano a "sbagliare" in questo senso dovrebbero essere allontanate
dalla magistratura. Fanno il male dei bambini e quindi il male della
società che per troppi anni è stata falsata da provvedimenti
"sbagliati".
Il Ministero delle Pari Opportunità non ha contribuito affatto ad
arginare questo “errore”; la crescita esponenziale di vite distrutte da
sentenze aberranti che negano la figura paterna relegandola a semplici
bancomat è frutto anche della loro distrazione, per non parlare di
disonestà intellettuale e culturale. Chi è a capo di questo ministero
dovrebbe essere il meno esposto a critiche e il più attento agli
“equilibri familiari” che a stento e con grandi sacrifici, anche di vite
umane, si sta cercando di ottenere.
D’altro canto un minore che cresce in un ambiente più equilibrato sarà
certamente un futuro adulto più equilibrato e quindi un peso in meno per
la società. In sostanza una risorsa e non un problema.
Gli stessi padri biologici che dopo l’amplesso si dimenticano del
frutto, hanno una grave colpa che dovrebbe essere sanzionata
efficacemente (stessa pena vale per le madri), ma è anche vero che
questo genere di padri è in via di estinzione (per il grande e
inconfessato dispiacere di molte donne, magistrate e ministre comprese)
e forse sarebbe già estinto da un pezzo se non fosse intervenuta la
“sottocultura” che per logica conseguenza rallenta lo sviluppo della
società.
Troppi sono in padri che finiscono i loro giorni in carcere (o morti
suicidi) perché esasperati da un sistema disonesto che li vede vittime
sacrificali e troppo poche sono le madri che finiscono in carcere perché
hanno ammazzato i loro figli a causa della “sindrome post partum”.
Troppo facilmente si condanna a priori un uomo e troppo facilmente di
giustifica a priori una donna.
E’ arrivata l’ora di eliminare tutte queste diseguaglianze. E’ ora di
guardare alla donna come un essere umano che occupa un piano identico
all’uomo sia per i vantaggi sia per le responsabilità. Donna non
significa necessariamente madre. E madre non significa necessariamente
quella figura eterea e sacrale che abbiamo avuto come esempio nei secoli
passati.
Fonte: Redazione |
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