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22/6/10
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Giudici. E’ colpo di Stato? |
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Vorrei subito specificare
che non ho intenzione di fare inutile allarmismo e neppure di porre una
domanda retorica. Non sono mosso da parte politica o ideologica ne tanto
meno da qualunque forma di antagonismo, ma semplicemente vorrei
sensibilizzare i cittadini ed i politici a valutare la seguente
situazione e rispondere alla domanda posta nel titolo.
Partiamo dall’inizio. Uno dei fondamenti del nostro Stato è la DIVISIONE
DEI POTERI: legislativo, esecutivo, giudiziario.
Il primo fa le leggi, il Parlamento eletto dal popolo, in rappresentanza
del popolo che detiene naturalmente e legittimamente la proprietà e la
conduzione dello Stato (“la sovranità appartiene al popolo”, dice
l’articolo 1 della Costituzione). L’ultimo invece, attraverso i giudici,
controlla che le leggi vengano applicate e punisce chi non le rispetta
nella società e nel vivere quotidiano.
I giudici al contrario dei politici non sono eletti dal popolo per
questo motivo non hanno titolo di sovranità popolare, di fare o
stabilire loro stessi se una legge è giusta o no, ma semplicemente di
riconoscerla ed applicarla nei tribunali.
Con COLPO DI STATO invece si intende un atto illegale (non
necessariamente violento) col quale una parte dello Stato, ad esempio
uno dei tre poteri, soverchia tutto il resto e stabilisce una sorta di
Regime autoritario.
Partiamo dunque dalla UGUAGLIANZA dei cittadini, fondamento della
convivenza pacifica, e dalla FAMIGLIA, uno dei nostri diritti naturali e
civili più importanti, dice la Dichiarazione Universale dei Diritti
Umani (ONU 1948, ART.16): “La famiglia è il nucleo naturale e
fondamentale di ogni società e ha diritto ad essere protetta dallo
Stato. [..] Uomini e donne hanno il diritto di sposarsi e di fondare una
famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione.
Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio
e all'atto del suo scioglimento.”
E se vi dicessi che per 20.000.000 di padri e 10.000.000 di minorenni
italiani questi due semplici diritti oramai non sono più garantiti? E se
vi dicessi che l’abrogazione (cancellazione) dei diritti di uguaglianza
e famiglia è avvenuta proprio per mano del POTERE GIUDIZIARIO?
Eppure è così: annualmente nelle separazioni e nei divorzi 170.000
genitori (soprattutto padri) e 100.000 figli (sia maschi che femmine)
vengono annichiliti e deprivati di quanto più importante hanno nella
loro vita: famiglia, affetti, immobili, soldi, diritti.
Figli espropriati alla propria famiglia, denuncie e ricatti, sparizione
della proprietà privata, discriminazione sessuale: dov’è scritto che un
figlio separato non può più avere due genitori allo stesso pari? dov’è
scritto che 30.000 false denuncie compiute ogni anno per ottenere
profitto dalla separazione devono restare impunite? dov’è scritto che la
falsa testimonianza in tribunale non è più reato? dov’è scritto che
pochi mesi di matrimonio o convivenza determinano la perdita della
propria casa a favore della persona con cui avevi convissuto? dov’è
scritto che padre o maschio vale 20% e madre o femmina vale 80%?
Non è scritto da nessuna parte, in nessuna legge.
Ecco perché ritengo che in Italia sia in atto una TIRANNIA verso
FAMIGLIA e UGUAGLIANZA da parte del potere giudiziario, che senza
ragione e titolo ogni giorno espropria persone ad altre persone, averi
ai rispettivi proprietari, proprio come nell’antica Roma dove i figli
potevano essere sequestrati e le famiglie precettate per decreto
giudiziario.
(solo nell'uguaglianza non vive la prepotenza)
DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI (PREFAZIONE):
"indispensabile che i diritti dell'uomo siano protetti da norme
giuridiche, se si vuole evitare che l'uomo sia costretto
a ricorrere come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e
l'oppressione"
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