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http://www.affaritaliani.it/cronache/fabio_barzagli200910.html
21/9/10
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Separazione, “I Cesaroni la fanno
facile. Ma nella realtà…”
Intervista a Fabio Barzagli - Affaritaliani.it |
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“Il divorzio in tv è
raccontato esasperando il conflitto, stile guerra dei Roses, oppure
edulcorandolo, come fanno I Cesaroni. Ma nella realtà c’è molta
sofferenza sommersa”. Così Fabio Barzagli, padre separato e figlio a sua
volta di genitori separati, interviene su Affaritaliani.it per riportare
i figli al centro del dibattito sull’affido condiviso, sollevato nei
giorni scorsi da padri famosi come Matteo Sereni e Tiberio Timperi. “I
figli pagano le conseguenze più dolorose della separazione, ma se ne
accorgeranno solo quando saranno grandi”
Martedí 21.09.2010 17:37
“E’ giusto difendere i diritti dei padri separati e pensare a tutele
normative più efficaci, ma non dimentichiamo i diritti dei figli. In
queste guerre tra genitori sono loro a soffrire più di tutti, adesso e
quando cresceranno, perché certi dolori si razionalizzano solo quando si
è adulti”. Fabio Barzagli, responsabile dei portali
www.infanzia-adolescenza.info e www.paternita.info, ha vissuto
l’esperienza della separazione sia da figlio che da marito e padre. Dopo
il dibattito sull’affido sollevato nei giorni scorsi da famosi papà
separati come il calciatore Matteo Sereni e il presentatore tv Tiberio
Timperi, interviene su Affaritaliani.it per riportare i figli al centro
dell’attenzione.
Perché sono loro che pagano le conseguenze più pesanti della separazione
dei genitori, ma troppo spesso passano in secondo piano, dimenticati tra
rivendicazioni economiche e conteggi delle ore trascorse a casa di un
genitore piuttosto che dell’altro. "Ben venga l'iniziativa legislativa,
per la quale mi batto in prima persona, ma c’è anche un’azione morale e
culturale da portare avanti". Da anni Barzagli si impegna sul fronte
della difesa dei diritti della famiglia. Collabora con Marino Maglietta,
presidente dell’associazione Crescere Insieme ed estensore della legge
54 del 2006, e si occupa in particolare della rappresentanza sul
territorio in tutta Italia e della vicinanza alle persone che affrontano
il dramma della separazione.
Lui, avendola vissuta in prima persona, sa bene cosa si prova,
soprattutto quando si è figlio. "I miei genitori si sono separati che
ero già grande – racconta -. Avevo 18 anni, anche se le prime
discussioni sono iniziate quando ne avevo 12. Solo a trent'anni, però,
mi sono reso conto di quanta sofferenza mi portassi addosso e delle
conseguenze che questa aveva avuto nella mia vita, dalla scuola al
lavoro, dalla salute al rapporto con gli altri. La separazione, comunque
avvenga, ti lascia dentro un vuoto improvviso. Dal giorno in cui
iniziano le guerre tra i genitori, capisci che non potrai mai più
contare su di loro”.
Ogni anno in Italia 450.000 persone vivono l’esperienza della
separazione. Di queste, centomila sono figli e, tra questi, ci sono
trentamila bambini che vedono dissolversi del tutto o quasi il rapporto
con uno dei genitori. Per gli altri, i rapporti continueranno comunque
in modo sbilanciato: in media l’80% del tempo viene trascorso con un
genitore, di fatto il “collocatario”, che di solito è la madre, e del
20% con l’altro. In pratica, solo 6/8 pernottamenti su trenta si fanno
nella casa paterna. E un figlio di separati ha il 77% in più di
possibilità di avere attacchi di panico.
Attraverso brochure, trasmissioni televisive, corsi e iniziative di
sensibilizzazione, Barzagli cerca di accompagnare le famiglie verso una
“separazione mite”, anzi, prima ancora verso una “valutazione mite”
delle controversie, ovvero un tentativo di riconciliazione. Sono i
bambini che hanno più bisogno di essere seguiti, perché capiscano quello
che sta succedendo ai genitori e acquistino la consapevolezza necessaria
ad accettare la situazione.
In questo, i mass media di sicuro non sono d’aiuto: “La televisione
trasmette messaggi contrastanti e poco veritieri. La separazione viene
raccontata esasperando il conflitto, stile guerra dei Roses, oppure
edulcorandolo, come fanno fiction tv tipo I Cesaroni, che rendono tutto
facile e allegro. Ma entrambi i casi sono ben lontani dalla verità.
Nella realtà c’è molta sofferenza sommersa”.
Maria Carla Rota |
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