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23/10/10

Tribunale di Potenza. Senza riscaldamento e condannata a pagare le spese

Tribunale di Potenza. Senza riscaldamento e condannata a pagare le spese

Sono una donna divorziata che convive con uomo separato umiliato, offeso e ridotto in miseria per i soliti assurdi provvedimenti giudiziari vistosamente di parte (logicamente a favore della ex che non intende lavorare pur avendone tutte le possibilità e che continua a godersi la vita con lo stipendio e la villa del povero uomo e con il mantenimento del figlio, del quale lei dispone a suo piacimento, poiché gli viene accreditato direttamente sul proprio conto corrente esclusivo, nonostante il giovane è maggiorenne da alcuni anni ed è economicamente autosufficiente perché percepisce un regolare stipendio statale).

Mi rivolgo ad ADIANTUM, pur essendo donna, perché apprezzo e condivido in pieno quanto sta portando avanti per raggiungere una vera parità tra i sessi e per fare effettivamente gli interessi dei poveri figli contesi dai genitori quando decidono di separarsi.

I figli diventano, spesso, uno “strumento” per raggiungere gli scopi dei grandi e, sulla base delle mie esperienze, ritengo che, soprattutto le donne, ne fanno un’ “arma di ricatto” per ottenere casa coniugale e buoni mantenimenti dagli ex mariti (una vera rendita !).

Non intendo minimamente sbilanciarmi su cosa penso di queste donne per evitare qualsivoglia polemica, lasciando a chi legge le considerazioni del caso.

Forse sono una delle poche donne divorziate a non aver voluto sfruttare la situazione, avendo rinunciato a qualsiasi forma di mantenimento ed avendo, addirittura, ceduto un immobile di mia proprietà all’ex pur di evitare questioni e chiudere la separazione senza litigi e battaglie legali.

Vado orgogliosa delle mie scelte perché, con il passare del tempo, ho compreso quanto può essere deleterio e costosissimo affidarsi alla giustizia.

Credo che le vie giudiziarie fanno solo arricchire i legali perché, in Italia, allo stato attuale, non c’è alcuna speranza di poter ottenere una vera giustizia.

Purtroppo, sono convinta che con questa giustizia non si va da nessuna parte.

Infatti, sebbene anch’io ho “ceduto” a tutte le volontà imposte dall’ex (dandogli un immobile e rinunciando al mantenimento, in controtendenza a quanto fanno molte altre donne), ciò non mi ha consentito di evitare problemi ed ora lui si è appropriato anche di due altri locali attigui ove, sin dalla costruzione dell’intero stabile da me acquistato prima di contrarre matrimonio, sono installate le caldaie murali a gas (una di pertinenza del mio appartamento e l’altra di pertinenzadell’immobile che gli ho ceduto). Gli avevo consentito di tenere la sua caldaia nel mio locale in attesa che lui la spostasse nell’immobile che gli ho ceduto a seguito della separazione.

Circa tre anni fa, però, lui ha cambiato i cilindretti delle porte lasciandomi senza acqua calda e senza riscaldamento.

E’ stato del tutto inutile fare ben quattro denunce/querele e chiedere l’intervento delle Autorità e, tutt’ora, mi ritrovo costretta ad andare a lavarmi a casa di mia madre e ad abitare nel mio appartamento senza riscaldamento.

Intanto, lui ha commesso pure abusivismo edilizio (segnalato alle Autorità) e con la sua caldaia è collegato al mio contatore Enel .

A nulla è servito documentare il furto di corrente e di acqua con apposita perizia redatta da un tecnico per mettere le autorità nelle migliori condizioni di poter decidere.

Come se non bastasse, qualche anno fa, dopo che anch’io sono stata costretta a far cambiare i cilindretti delle porte per poter accedere nei miei locali allo scopo di attivare la caldaia, lui ha addirittura avviato un’azione legale “per reintegra in possesso” del locale, e il tribunale di Potenza gli ha dato ragione nonostante ci fossero già ben quattro denunce pendenti nei suoi confronti.

Ne consegue che sono stata condannata pure a pagare le spese della causa e continuo a stare senza acqua calda e riscaldamento, sebbene fin’ora ho speso circa 10.000 €. (continuano ad essere perpetrati i reati di interruzione di pubblica utenza, furto di corrente, abusivismo, ecc. per l’ inspiegabile decisione del giudice ).

Come ha potuto il giudice dare il possesso esclusivo all’ex in una situazione del genere ? (a mio modesto avviso potrebbero persino configurarsi i reati di abuso e favoreggiamento ).

Cosa fare in tale incresciosa situazione ?

E’ questa la nostra giustizia ?

Dove sono finite la deontologia e la “strapagata” professionalità di certi legali ?

Eppure ci sono tutta una serie di documentate motivazioni per far si che il “ possesso esclusivo” non poteva e non doveva essere dato al mio ex consorte .

Credo proprio che il giudice (stranamente, sempre lo stesso nelle due diverse cause che ci sono state..) non abbia letto gli atti perché, altrimenti, proprio non riesco a dare altre spiegazioni, visto che, comunque, i magistrati dovrebbero impedire la continuazione dei reati.

Lungi dal voler fare qualsiasi riferimento politico, ma la giustizia italiana è da rifare sicuramente.

Non si può certo continuare cosi !

E’ sempre la gente onesta e per bene a fare le spese per il malfunzionamento del sistema.

Penso che bisogna essere riconoscenti a chi come Voi di ADIANTUM cerca di far cambiare lo stato delle cose.

Soprattutto in tema di separazioni matrimoniali e di giustizia c’è molto da lavorare.

Per questi motivi ho deciso di aderire alle V/s lodevoli iniziative e di iscrivermi ad ADIANTUM.



Rosanna P.

 

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