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24/10/10

Il divorzio Berlusconi-Lario e´ il paradigma di un assurdo sistema italiano

I legali di Veronica Lario, con una virata di 360° gradi, chiedono nuovamente a Berlusconi 3,5 milioni di euro al mese per il mantenimento, anche sulla base della constatazione che sarebbe del premier la responsabilità della separazione.

Inizialmente, i legali si erano accordati per un assegno mensile di 300'000 euro e l'usufrutto della Villa di Macherio. Occorreva solo il deposito delle firme in tribunale per chiudere la vicenda. Ma qualcosa, nel frattempo, si è rotto.

Per qualche ragione, l'accordo sull'uso della villa è saltato, e dalla separazione consensuale si potrebbe passare ad una causa in tribunale per separazione con colpa, coi legali delle parti già pronti a parcellare di brutto, e noi italiani ad assistere al solito teatrino: marito in difesa, e moglie alla cassa.

Proprio così, cari amici. Se Il divin Silvio non è stato proprio uno stinco di santo, di certo la sua ex signora non brillerebbe per solida moralità. Se lui vuol scucire il meno possibile - se così si può dire di 300.000 eurini al mese...-, lei è intenzionata a battere cassa in quello che si profila, adesso, come il coronamento del più grosso affare della sua vita.

E' solo una questione di proporzioni, ma la storia è sempre la stessa, basata su solide fondamenta legislative e, sopratutto, giurisprudenziali. E poi, visti gli strali che il premier ha sempre indirizzato verso i magistrati, c'è da scommettere che l'ambiente non gli sia propizio.

Ma vediamo cosa prevede la normativa. Nel determinare l'entità dell'assegno di mantenimento, il giudice osserva le disposizioni dell'art. 156 del Codice Civile dedicato agli "Effetti della separazione sui rapporti patrimoniali tra i coniugi: "il giudice, pronunziando la separazione, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la separazione il diritto di ricevere dall'altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri. L'entità di tale somministrazione è determinata in relazione alle circostanze ed ai redditi dell'obbligato."

Scusate, ma la signora Lario non ha redditi propri ?!! Durante il suo matrimonio, neanche un centesimo, un conticino correntino, un bot, un piano pensione....niente ? Andiamo avanti.

Secondo la laboriosa interpretazione dell'art. 156 del Codice Civile da parte della Corte di Cassazione. occorre garantire al coniuge meno abbiente, cui la separazione non è addebitabile, un tenore di vita simile a quello goduto durante il matrimonio. Principalmente, la ratio di questa interpretazione è quella di garantire la libera scelta del coniuge meno abbiente, consentendogli di non dover sopportare la prosecuzione di un matrimonio, già di fatto fallito, a causa della propria situazione di bisogno o relativo bisogno.

Orbene, oltre a rilevare che definire la signora Veronica come "meno abbiente" è quasi offensivo, nel caso in questione, secondo i ben informati, Berlusconi avrebbe già versato alla Lario attorno ai 70 milioni di euro, che ad un tasso del 2% annuo garantiscono alla ex qualcosa come 1.400.000 euro l'anno, cioè 116.000 euro al mese, ossia lo stipendio lordo mensile di 100 operai.

Ce n'è abbastanza per defilarsi, e magari fare un pò di beneficienza alle famiglie degli operai che hanno perso, in questi anni di crisi, il posto di lavoro. Ma tant'è. L'attuale assetto normativo provoca distorsioni che vanno al di là dell'entità dell'assegno di mantenimento ed incidono direttamente sul comportamento si coppie e singoli, e il Berlusconi e la Lario ne sono il valido paradigma italiano.

Ci sono donne e uomini che rinunciano al matrimonio per il timore di trovarsi un giorno tenuti a pagare un assegno all'ex coniuge, magari per tutta la vita. Ci sono donne divorziate che non si risposano e o non si cercano un lavoro per poter continuare a vivere sulle spalle dell'ex marito, così come ci sono uomini che si licenziano e lavorano in nero, per documentare l'indigenza. E ci sono addirittura coniugi che fingono di separarsi per poter pagare, grazie ad alcune detrazioni derivanti dal simulato assegno di mantenimento, meno imposte di quante ne dovrebbero pagare.

In Italia, a causa di una tradizione sociale, assolutamente stereotipizzata, nella quale l'uomo lavora e la donna sta a casa con i figli, e di un trattamento salariale ancora differenziato tra donne e uomini, a pagare gli assegni sono per lo piu' gli ex mariti.

Molte ex mogli si lamentano di ex mariti che non pagano loro quanto dovuto, e molti ex mariti si lamentano di essere finiti sul lastrico a causa del mantenimento di ex mogli e figli.

Secondo un'indagine EURISPES del 2009, ogni anno 400'000 persone sono coinvolte in un divorzio o una separazione. Solo in meno del 5% dei casi i figli minori sono affidati al padre, mentre l'affido alla madre e l'affido condiviso si verificano rispettivamente nel 67% e nel 28% dei casi.

In un caso su quattro, il giudice dispone un assegno mensile e nel 98% dei casi sono gli ex mariti a dover pagare importi medi di circa 500 euro.

Figli a parte, finirà così anche al premier, e se a qualcuno non sta simpatico, almeno in questo caso il suo destino di ex marito tartassato sarà identico a quello di tutti gli altri.


Fonte: Redazione
 

 

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