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http://www.adiantum.it/public/1543-il-divorzio-berlusconi-lario-e--il-paradigma-di-un-assurdo-sistema-italiano.asp
24/10/10
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Il divorzio Berlusconi-Lario e´ il paradigma di un assurdo sistema
italiano |
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I legali di Veronica Lario,
con una virata di 360° gradi, chiedono nuovamente a Berlusconi 3,5
milioni di euro al mese per il mantenimento, anche sulla base della
constatazione che sarebbe del premier la responsabilità della
separazione.
Inizialmente, i legali si erano accordati per un assegno mensile di
300'000 euro e l'usufrutto della Villa di Macherio. Occorreva solo il
deposito delle firme in tribunale per chiudere la vicenda. Ma qualcosa,
nel frattempo, si è rotto.
Per qualche ragione, l'accordo sull'uso della villa è saltato, e dalla
separazione consensuale si potrebbe passare ad una causa in tribunale
per separazione con colpa, coi legali delle parti già pronti a
parcellare di brutto, e noi italiani ad assistere al solito teatrino:
marito in difesa, e moglie alla cassa.
Proprio così, cari amici. Se Il divin Silvio non è stato proprio uno
stinco di santo, di certo la sua ex signora non brillerebbe per solida
moralità. Se lui vuol scucire il meno possibile - se così si può dire di
300.000 eurini al mese...-, lei è intenzionata a battere cassa in quello
che si profila, adesso, come il coronamento del più grosso affare della
sua vita.
E' solo una questione di proporzioni, ma la storia è sempre la stessa,
basata su solide fondamenta legislative e, sopratutto,
giurisprudenziali. E poi, visti gli strali che il premier ha sempre
indirizzato verso i magistrati, c'è da scommettere che l'ambiente non
gli sia propizio.
Ma vediamo cosa prevede la normativa. Nel determinare l'entità
dell'assegno di mantenimento, il giudice osserva le disposizioni
dell'art. 156 del Codice Civile dedicato agli "Effetti della separazione
sui rapporti patrimoniali tra i coniugi: "il giudice, pronunziando la
separazione, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile
la separazione il diritto di ricevere dall'altro coniuge quanto è
necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi
propri. L'entità di tale somministrazione è determinata in relazione
alle circostanze ed ai redditi dell'obbligato."
Scusate, ma la signora Lario non ha redditi propri ?!! Durante il suo
matrimonio, neanche un centesimo, un conticino correntino, un bot, un
piano pensione....niente ? Andiamo avanti.
Secondo la laboriosa interpretazione dell'art. 156 del Codice Civile da
parte della Corte di Cassazione. occorre garantire al coniuge meno
abbiente, cui la separazione non è addebitabile, un tenore di vita
simile a quello goduto durante il matrimonio. Principalmente, la ratio
di questa interpretazione è quella di garantire la libera scelta del
coniuge meno abbiente, consentendogli di non dover sopportare la
prosecuzione di un matrimonio, già di fatto fallito, a causa della
propria situazione di bisogno o relativo bisogno.
Orbene, oltre a rilevare che definire la signora Veronica come "meno
abbiente" è quasi offensivo, nel caso in questione, secondo i ben
informati, Berlusconi avrebbe già versato alla Lario attorno ai 70
milioni di euro, che ad un tasso del 2% annuo garantiscono alla ex
qualcosa come 1.400.000 euro l'anno, cioè 116.000 euro al mese, ossia lo
stipendio lordo mensile di 100 operai.
Ce n'è abbastanza per defilarsi, e magari fare un pò di beneficienza
alle famiglie degli operai che hanno perso, in questi anni di crisi, il
posto di lavoro. Ma tant'è. L'attuale assetto normativo provoca
distorsioni che vanno al di là dell'entità dell'assegno di mantenimento
ed incidono direttamente sul comportamento si coppie e singoli, e il
Berlusconi e la Lario ne sono il valido paradigma italiano.
Ci sono donne e uomini che rinunciano al matrimonio per il timore di
trovarsi un giorno tenuti a pagare un assegno all'ex coniuge, magari per
tutta la vita. Ci sono donne divorziate che non si risposano e o non si
cercano un lavoro per poter continuare a vivere sulle spalle dell'ex
marito, così come ci sono uomini che si licenziano e lavorano in nero,
per documentare l'indigenza. E ci sono addirittura coniugi che fingono
di separarsi per poter pagare, grazie ad alcune detrazioni derivanti dal
simulato assegno di mantenimento, meno imposte di quante ne dovrebbero
pagare.
In Italia, a causa di una tradizione sociale, assolutamente
stereotipizzata, nella quale l'uomo lavora e la donna sta a casa con i
figli, e di un trattamento salariale ancora differenziato tra donne e
uomini, a pagare gli assegni sono per lo piu' gli ex mariti.
Molte ex mogli si lamentano di ex mariti che non pagano loro quanto
dovuto, e molti ex mariti si lamentano di essere finiti sul lastrico a
causa del mantenimento di ex mogli e figli.
Secondo un'indagine EURISPES del 2009, ogni anno 400'000 persone sono
coinvolte in un divorzio o una separazione. Solo in meno del 5% dei casi
i figli minori sono affidati al padre, mentre l'affido alla madre e
l'affido condiviso si verificano rispettivamente nel 67% e nel 28% dei
casi.
In un caso su quattro, il giudice dispone un assegno mensile e nel 98%
dei casi sono gli ex mariti a dover pagare importi medi di circa 500
euro.
Figli a parte, finirà così anche al premier, e se a qualcuno non sta
simpatico, almeno in questo caso il suo destino di ex marito tartassato
sarà identico a quello di tutti gli altri.
Fonte: Redazione
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