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http://www.genitorisottratti.it/2010/03/coglie-nel-segno-il-convegno-del-26.html
1/3/10
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Morciano: Coglie nel segno il Convegno del 26 Febbraio 2010 |
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Colto l'obiettivo di
condividere esperienze e aprire un dialogo fra operatori del settore,
l'intento di questo appuntamento era di "aprire" al dialogo le parti
coinvolte, creare i presupposto per far coincidere e condividere
esperienze diverse, parti spesso avulse le une dalle altre o in una
sorta di distanza che abbiamo cercato (e cercheremo sempre piu') di
colmare.
Sintetizzare un convegno di 4 ore, che ne avrebbe chiesto almeno altre
due (come minimo) per il dibattito, è cosa improba, prima di tutto il
tempo, tiranno per ogni relatore 20 minuti massimo, l'occasione ha però
concesso di riunire sotto un unico tetto profili professionali
provenienti dal mondo degli affidi minorili, con sguardi incrociati e
una sensazione incredibile, alla fine, di dover dire ancora tante cose.
Il primo aspetto è relativo dunque alla disponibilità di tutti i
relatori intervenuti ognuno con un personale apporto ed un suo
contributo al confronto; aspetto determinante risulta dunque il dialogo,
che si rivela anche un passo verso un modo di fare Cultura e
comunicazione su di un tema tanto "elettrico" che nella compostezza
della giornata non ha purtroppo lasciato parola a sufficienza a quesiti
ed interventi da parte del pubblico.
Gli input di maggiore rilievo che sono emersi sono alcuni ed essenziali:
1) Il suggerimento a cercare fuori dai tribunali accordi fra le parti,
che suona anche come un segnale di scarsa efficacia del sistema che già
ben conosciamo, ma non solo, pone l'accento sull'indispensabile (e a
volte "incredibile" realtà) di trovare un accordo fra genitori prima di
tutto... accordo base di sviluppi e assetti futuri, accordo alias
segnale di maturità singola e collettiva, accordo anche come premessa
per non delegare "altri" extra-famiglia ad essere parte di un fenomeno
che ha caratteristiche assolutamente private come la separazione fra
coniugi o conviventi.
2) Rimane la consapevolezza che esiste un lato B della medaglia ove si
osserva la convenienza di taluni, consapevoli che il conflitto è
assolutamente funzionale ad ottenere esclusività e benefici, cose assai
diverse da concetti come la tutela dei minori. L'Approccio a
genitorialità e coniugalità, e alla discriminazione imposta dalle
sentenze alcuni aspetti della relazione del Presidente
dell'associazione, Roberto Castelli, che ha prodotto un intervento a
tutto tondo sul panorama separativo e degli affidi , a partire dagli
occhi di chi si separa e/o viene separato dai figli, ha toccato
molteplici altri aspetti.
La concezione di giustizia di chi viene privato dei figli non coincide
certamente col senso di giustizia espresso dalle sentenze, ed in
assoluto anche da ciò che il Sistema Giustizia offre ai genitori, è il
ritratto di un sistema avvilente propenso a separare più che a
conciliare le parti e la permanenza dei rapporti primari genitori-figli.
Questo scollamento percepito fra legge e sentenze, pur giustificato da
visioni personalizzate degli operatori della giustizia, si scontra con
la personale sensazione di "frustrazione genitoriale" che deve trovare
una fine al piu' presto.
Gli attori della scena rammentano ognuno con le rispettive visioni di
parte quanto vi sia del vero da ogni singolo punto di vista e questo non
può che ricondurci a due aspetti emergenti di grande importanza, il
primo di carattere preventivo, ovvero la preventiva azione nel andare a
definire una coppia genitoriale in via di costituzione, come momento di
tutela per il futuro, nel dotarsi di consapevolezza e senso di realtà
nel trovarsi un compagno o una compagna che riconosca da subito
nell'altro un entità da rispettare, un ruolo da accogliere nella
reciprocità, ovvero che l'uomo riconosca nella donna non solo una
compagna ma una persona di cui avere stima e riconoscimento, e
soprattutto viceversa, poichè il piedistallo dell'unione famigliare
passa indiscutibilmente nel riconoscimento reciproco e principalmente
nel riconoscimento da parte della donna del ruolo paterno e maschile.
Altro aspetto, un accento di carattere etico ancora prima del DIRITTO
focalizzarsi sul DOVERE essere genitori, troppo spesso assente in un
processo di delegittimazione dei ruoli come accade oggi alla base del
crash famigliare, come sostiene Il Presidente del Tribunale dei Minori
di Bologna Dott. M. Millo.
Fare figli, con la consapevolezza dell'"altro" da tutti i punti di
vista, sosteniamo noi, sarebbe cosa doverosa e imprescindibile, insomma
nulla può essere lasciato al caso, nemmeno un gesto semplice
ssoprattutto se questo porta alla condivisone di esperienze così
importanti come ad esempio alla procreazione di un figlio, (n.d.r.:
possibili futuri disagi grazie anche della propria inconsapevolezza e
semplicità, dunque sono all'orizzonte ).
La mediazione e la consulenza psicologica e psicopedagogica sono
strumenti a corredo di una coppia in procinto di separarsi validi per
avere una base di relazione indispensabile, ma soprattutto per
impossessarsi di quei fondamentali aspetti che coinvolgono ogni
individuo e che creano le basi per un dialogo utile a cogliere una
genitorialità scevra dai conflitti. La mediazione familiare rappresenta
un passaggio destinato a crescere e a fondare un "sistema" che parla di
attenzione verso i figli e verso l'altro amato/odiato ex coniuge, poiché
a prescindere dai sentimenti legati alla dissoluzione della famiglia, si
guarda con estrema chiarezza al minore e ai suoi bisogni nel poter
mantenere relazioni primarie, con entrambi i genitori e certamente un
accordo fra loro, in sede di mediazione, può essere un documento da
portare davanti a giudici e servizi sociali se fatto con un lucidità fra
i due.
Per I Servizi Sociali, unico ad accettare il nostro invito un operatore,
Alessio Genovese, figlio di genitori separati e quindi assolutamente
consapevole della diatriba fra i servizi, le loro "reali possibilità" ed
il permanente senso di frustrazione imposto dal rapporto
Operatore/Utenti costantemente penalizzante. Padrone del tema e del suo
apporto, Genovese che ha esposto tecnicamente il "rapporto" dei servizi
con le altre parti.
La visione dei legali ha fatto il punto sul fenomeno separativo e su
aspetti non sempre alla luce del sole sulle dinamiche della separazione,
permane comunque la sensazione che alcuni operatori non siano ancora del
tutto consapevoli della distonia esistente fra la maggior parte delle
sentenze e il dettato di legge, in ambito di affido condiviso. Questo
aspetto riteniamo rimanga fondamentale poichè finchè non viene
definitvamenbte acclarato e svelato o reso pubblico per la magghior
patrte delle persone (a volte alcuni operatori compresi) distoglie dalla
reale percezione della gravità del tema affidi.
E' stato consegnato a tutti i relatori una copia della rivista Pediatria
Preventiva & Sociale, N. 3 dell'aprile 2009, con un articolo del
pediatra Dott. Vittorio Vezzetti, specificatamente rivolta all'analisi
de: Il figlio di genitori Separati".
Il format del convegno, poi, è risultato di estremo gradimento di tutti
gli intervenuti e verrà riproposto anche in altre città della nostra
regione, per espandere la consapevolezza e la cultura della
bigenitorialità: un fatto assodato e implicito in una società che sa
ricostruire le proprie basi e mutare forma per produrre altri spazi di
accoglimento dei figli con il medesimo senso di dovere e diritto alla
genitorialità-
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