Papà Separati e Figli Onlus Torino
Associazione per la tutela dei diritti dei figli nella separazione
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Spese ordinarie e straordinarie per i figli: i protocolli di intesa

L’adozione dei provvedimenti giudiziari, sia quelli presidenziali provvisori ed urgenti sia quelli definitivi al termine del processo, concernenti la regolamentazione delle modalità di contribuzione di ciascun genitore al mantenimento dei figli suscita problematiche sotto diversi aspetti, tra i quali: rapporto tra mantenimento diretto e corresponsione di un assegno periodico perequativo; determinazione del quantum del potenziale assegno in base alle condizioni poste all’art. 155, comma IV, c.c.; differenziazione tra ‘‘spese ordinarie’’ ‘‘spese straordinarie’’ e così via.

Proprio su quest’ultimo punto, frequente fonte di dispute tra i genitori in lite, la giurisprudenza dà origine ad indirizzi troppo spesso incostanti ed eterogenei da un Foro all’altro o, cosa ancor peggiore, anche all’interno del medesimo Foro passando da un Giudice all’altro. Innumerevoli sono le pronunce in materia, sia quelle che forniscono una definizione generale delle due categorie di spesa, sia quelle che in modo più dettagliato qualificano specifiche voci di spesa (rette scolastiche; visite mediche; attività sportive; gite scolastiche e così via) come ‘‘ordinarie’’ ‘‘straordinarie’’.

Alcuni Tribunali si sono resi conto della necessità di ovviare, per quanto possibile, all’incerta prassi giurisprudenziale che caratterizza la questione in esame. A tal fine, quindi, sono stati redatti da parte degli stessi, d’intesa con i Consigli dell’Ordine degli Avvocati e le diverse Associazioni Forensi, vari Protocolli destinati a fornire un più chiaro indirizzo nella qualificazione e differenziazione tra ‘‘spese ordinarie’’ ‘‘spese straordinarie’’.

Ovviamente cercare di fornire delle linee guida più chiare e costanti, per lo meno all’interno di uno stesso Tribunale, permette di limitare o comunque attenuare la conflittualità genitoriale, dato che questo è uno tra i profili della gestione dei minori e delle relazioni patrimoniali tra coniugi a sollevare maggiori discussioni.

Non tutti i Tribunali, anzi purtroppo solo la minoranza degli stessi, si sono preoccupati di redigere dei Protocolli di tal genere, tra questi se ne possono riscontrare alcuni più dettagliati ed altri, invece, più generici e diretti essenzialmente a sollecitare Difensori e Magistrati ad essere più precisi nella rispettiva redazione degli atti di parte e dei provvedimenti giudiziari.

Tra i Protocolli più completi ed esaustivi va certamente ricordato quello del Tribunale di Bergamo, redatto in collaborazione con l’Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e i Minori (AIAF) e l’Associazione Provinciale Forense (APF), ove, oltre ad indicarsi una serie di voci di spesa qualificabili come ‘‘spese straordinarie’’, si distingue all’interno delle stesse tra quelle che vanno previamente concordate tra i genitori e quelle che non necessitano, al contrario, di tale preventivo accordo.

Il Protocollo in questione, dunque, ordina un elenco di tal genere:

  1. spese mediche (da documentare) che non richiedono il preventivo accordo: a) visite specialistiche prescritte dal medico curante; b) cure dentistiche presso strutture pubbliche; c) trattamenti sanitari non erogati dal Servizio Sanitario Nazionale; d) tickets sanitari;
  2. spese mediche (da documentare) che richiedono il preventivo accordo: a) cure dentistiche, ortodontiche e oculistiche; b) cure termali e fisioterapiche; c) trattamenti sanitari erogati anche dal Servizio Sanitario Nazionale; d) farmaci particolari;
  3. spese scolastiche (da documentare) che non richiedono il preventivo accordo: a) tasse scolastiche e universitarie imposte da istituti pubblici; b) libri di testo e materiale di corredo scolastico di inizio anno; c) gite scolastiche senza pernottamento; d) trasposto pubblico; e) mensa;
  4. spese scolastiche (da documentare) che richiedono il preventivo accordo: a) tasse scolastiche e universitarie imposte da istituti privati; b) corsi di specializzazione; c) gite scolastiche con pernottamento; d) corsi di recupero e lezioni private; e) alloggio presso la sede universitaria;
  5. spese extrascolastiche (da documentare) che non richiedono il preventivo accordo: a) tempo prolungato, pre-scuola e dopo-scuola; b) centro ricreativo estivo e gruppo estivo;
  6. spese extrascolastiche (da documentare) che richiedono il preventivo accordo:a) corsi di istruzione, attività sportive, ricreative e ludiche e pertinenti attrezzature; b) spese di custodia (baby sitter); c) viaggi e vacanze.

Un altro Foro che si è impegnato molto nella redazione di un Protocollo il più completo possibile è quello di Firenze che attraverso il lavoro del Presidente e dei Giudici della Sezione Famiglia, d’intesa con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Firenze, l’A.I.A.F.-Toscana, la Camera Minorile Distrettuale Gian Paolo Meucci, l’INDIMI, l’Osservatorio Nazionale del Diritto di famiglia Avvocati di Famiglia ed infine la Procura della Repubblica di Firenze, ha presentato il 6 maggio 2011 il proprio Protocollo per i giudizi di separazione, divorzio e relative modifiche con i relativi allegati. Questo Documento, come tutti gli altri elaborati dai differenti Tribunali, non si occupa solo della questione in esame ma disciplina, altresì, vari aspetti delle diverse fasi dei giudizi di separazione e divorzio, soprattutto per quanto concerne l’affidamento della prole alla luce della legge n. 54 del 2006 (ascolto del minore; mezzi istruttori; accordi tra i genitori e così via).

Il Tribunale di Firenze ha disposto espressamente che i Giudici, anche nell’adozione dei provvedimenti provvisori ed urgenti, debbano fornire: ‘‘la definizione delle cd. spese straordinarie, indicando espressamente le spese che dovranno intendersi come tali, la percentuale che farà carico a ciascun genitore (…). Relativamente alla specifica indicazione delle voci di spesa da intendersi come straordinarie esse in via di principio dovranno essere le seguenti: 1. Spese mediche, sanitarie, odontoiatriche, farmaceutiche, psicoterapiche, ivi compresi i tickets. Le spese indicate dovranno essere comprovate da prescrizione medica e da indicazione del codice fiscale su ciascun scontrino; 2. Spese scolastiche come rette, tasse d’iscrizione, libri di testo, corredo d’inizio anno scolastico, scuolabus o altro mezzo di trasporto, gite scolastiche e viaggi d’istruzione, ripetizioni, alloggio e relative utenze nella sede universitaria frequentata dai figli; 3) spese per attività sportive, artistiche, ricreative e di svago; spese di iscrizione e frequenza di corsi e relative attrezzature; 4) spese di custodia dei figli minorenni (baby sitter) se rese necessarie per impegni lavorativi di entrambi i genitori, in caso di malattia della prole infradodicenne e/o del genitore affidatario in mancanza di parenti disponibili o di altre alternative gratuite; 5) spese per il mantenimento e la cura di animali domestici già facenti parte del nucleo familiare e che restino presso il genitore collocatario dei figli in virtù di preresistente relazione affettiva con gli stessi’’.

Oltre a fornire un elenco di quelle che vanno qualificate come spese straordinarie il Tribunale di Firenze cerca di fornire delle linee guida anche per ciò che concerne le‘‘modalità di corresponsione’’ ed introduce, altresì, la possibilità di ‘‘quantificare forfettariamente l’entità di tali spese, almeno per quelle cd. Straordinarie ma in effetti di carattere routinario e quindi facilmente prevedibile, da porre in tutto o in parte a carico della parte onerata’’. Tale ultima possibilità viene finalizzata ad evitare, per quanto possibile, inutili e pregiudizievoli conflitti tra i genitori.

Ancor prima, in data 13 febbraio 2009, in anticipo di un paio di anni, anche il Tribunale di Verona siglava il c.d. Protocollo per il Processo di Famiglia il quale, specificamente alla sua sezione III°, si rivolge direttamente a Giudici ed Avvocati evidenziando che: ‘‘1) è auspicabile che i difensori delle parti non si limitino ad utilizzare il termine ‘‘spese straordinarie’’ e provvedano, invece, ad indicare in modo dettagliato quali siano le ulteriori spese, rispetto al contributo fisso mensile, che i coniugi dovranno corrispondere pro quota (es. spese mediche e/o specialistiche non coperte dal SSN, spese per l’inscrizione scolastica, acquisto libri e materiali scolastici, gite scolastiche, corsi di lingua e/o sportivi, centri estivi ecc.)2) (…); 3) è, altresì, auspicabile che siano indicate le modalità del pagamento tra i coniugi (…); 4) è infine auspicabile che le indicazioni di cui ai precedenti punti siano osservate sia dai difensori (…), sia dal Presidente nell’emanazione dei provvedimenti temporanei ed urgenti, sia dal Giudice estensore nelle sentenze o nei provvedimenti conclusivi dei procedimenti ex art. 710 c.p.c.e/o ex art. 9 L. 898/70’’.

Nell’ultimo Protocollo richiamato si vede chiaramente come il Tribunale di Verona, a differenza di quello di Bergamo sopra citato o anche di quello di Firenze, più che fornire un’elencazione di spese qualificabili come ‘‘straordinarie’’ inviti, al contrario, Giudici e Difensori a far ciò nei loro atti in relazione alle singole fattispecie concrete, onde risolvere l’incertezza ed i consequenziali conflitti che possono insorgere tra i genitori.

Volendo per completezza citare qualche altro esempio di Tribunali che si sono occupati della redazione di Protocolli di tal genere è possibile richiamare quello siglato presso il Tribunale di Milano, il c.d. Protocollo per i procedimenti di separazione e divorzio tra i coniugi, ed altresì quello del Tribunale di Varese.

Il primo si occupa della questione in esame all’art 12 rubricato ‘‘Definizione delle cd ‘‘spese straordinarie’’ nei casi di obbligo al pagamento dell’assegno per il contributo nel mantenimento dei figli minori’’. Anche il Tribunale di Milano, in realtà, rivolge esclusivamente un invito a una maggiore precisione ed attenzione nella redazione degli atti di parte e nei provvedimenti dei Giudici, esprimendosi nei medesimi termini del Protocollo del Tribunale di Verona.

Il Tribunale di Varese, invece, con il competente Comitato Scientifico, tratta in modo approfondito la questione in esame nel Documento Diritto di Famiglia Spese ordinarie e straordinarie, al quale allega in conclusione e per fornire un quadro riassuntivo più chiaro una vera e propria tabella schematica in cui distingue ‘‘Spese ordinarie’’ ‘‘spese straordinarie’’, dedicando i vari riquadri all’indicazione dei requisiti delle stesse, alla loro definizione e ripartendole tra: spese relative alla salute (acquisto dei farmaci; visite mediche etc…); spese relative all’istruzione (rette scolastiche; gite; spese di cancelleria; etc.); spese relative alla cultura ed allo sport (abbigliamento sportivo; corsi di musica; etc.); spese relative alla cura dei minori (baby sitter; lezioni private).

Alla luce dell’esame svolto, dunque, seppur è vero che ogni ipotesi di crisi familiare presenta le proprie peculiarità e problematiche, le quali ovviamente richiedono un’attenta analisi, tanto da parte degli Avvocati quanto dei Magistrati, al fine di adottare le decisioni più opportune a tutelare gli interessi della prole nelle singole fattispecie concrete, tuttavia questi Documenti, più o meno dettagliati, elaborati dai Tribunali e dalle diverse Associazioni e Ordini Professionali, dettano delle utili linee guida. Attraverso l’utilizzo di questi Protocolli non si risolve totalmente il dibattito che verte sull’individuazione delle ‘‘spese ordinarie’’ e quelle ‘‘strordinarie’’, data l’assenza di questi in molti Tribunali ed il mancato rispetto degli stessi lì dove esistono, soprattutto quando si presentano come meri auspici ed inviti nei confronti degli operatori del diritto.

(Altalex, 18 marzo 2013. Articolo di Matteo Santini)

Fonte: http://www.altalex.com/index.php?idnot=62093

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