http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2009/02_febbraio/09/cassazione_marito_violento_non_perde_diritto_affido_figli,17910546.html
 

     La Cassazione ha stabilito che si può essere un buon padre anche se si è stati un cattivo marito.
     Sembra una decisione di poco conto, ma rischia di essere una di quelle che lasciano il segno.


Con la sentenza numero 2993 i giudici della prima sezione civile della Suprema Corte di Palermo hanno stabilito che un marito occasionalmente violento con la moglie può comunque essere un buon genitore e ha confermato in sede di divorzio al padre l'affido esclusivo della figlia 17enne e l'affido condiviso del figlio minore di 9 anni. Durante le liti con la moglie l'uomo tendeva a rispondere alle offese verbali di lei con i ceffoni. Per i giudici di merito l'occasionale violenza alla madre, benché ripetuta, non può essere un motivo ostativo per l'affidamento condiviso del figlio.

I giudici hanno spiegato che la ragione dell’affido condiviso è da ricercare nella “necessità di superare gli ostacoli” che l’uomo incontrava nel mantenere un rapporto con il bambino, inizialmente affidato solo alla madre. In sostanza, il diritto al rapporto affettivo padre-figlio è cosa diversa dalle colpe che possono essere addebitate nei rapporti con la moglie.

La straordinarità della cosa sta nel fatto che un pessimo marito è generalmente considerato, soprattutto se violento, una persona non adatta all'affidamento dei figli, ritenuto un cattivo esempio per la prole.
Questo binomio cattivo consorte=cattivo genitore è stato spesso utilizzato nelle aule dei tribunali per allontanare uno dei due genitori (di solito il marito violento) senza prendere in considerazione i casi in cui la madre, a volte cattiva consorte o esempio negativo (per esempio nei casi in cui tradiva il marito, o ancora si drogava, beveva, era ammalata di depressione o altre patologie mentali) continuava ad avere un rapporto esclusivo con la prole.

Con questa sentenza la Cassazione, pur addebitando al coniuge violento il fallimento del matrimonio, ha stabilito che questo non deve in nessun modo limitare il rapporto padre-figli, che deve anzi essere preservato.

La sentenza è comunque destinata a suscitare polemiche. L'AMI Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani è contraria.
 

Cassazione/ Marito violento? Non perde diritto affido figli
Su di lui ricade solo la colpa del divorzio

Roma, 9 feb. (Apcom) - Il comportamento violento del marito fa ricadere su di lui la colpa in caso di divorzio ma non cancella il suo diritto all'affido dei figli minori. In pratica, la Cassazione distingue tra il buon papà e il cattivo marito. I giudici della prima sezione civile della Suprema Corte hanno infatti confermato la sentenza dei magistrati di Palermo che nonostante abbiano dato la colpa all'ex marito in una causa di divorzio, gli hanno però concesso l'affido condiviso del figlio minorenne. Inutilmente la ex moglie è ricorsa in Cassazione sottolineando il comportamento violento dell'ex coniuge il quale, nei frequenti litigi, non esitava a prenderla a schiaffi. I giudici hanno spiegato che la ragione dell'affido condiviso è da ricercare nella "necessità di superare gli ostacoli" che l'uomo incontrava nel mantenere un rapporto con il bambino, originariamente affidato solo alla madre. In sostanza, il diritto al rapporto affettivo con il figlio è cosa diversa dalle colpe che possono essere addebitate nei rapporti con la moglie.

<<Affido condiviso dei figli minori anche se il marito era violento>>

 

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