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17/7/09
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Cassazione: Il mantenimento "fai da tè" non elimina l'obbligo di
corrispondere l'assegno |
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Un padre non può sottrarsi
all'obbligo del mantenimento nei confronti dei figli dimostrando di aver
corrisposto loro la paghetta settimanale e provveduto direttamente ad
altre spese regalando beni voluttuari. Queste elargizioni infatti,
spiega la Cassazione, non sostituiscono in alcun modo l'obbligo del
mantenimento. I giudici del Palazzaccio sono stati categorici, questo
modo di manifestare interesse per i figli non basta a salvarsi da una
condanna penale per il reato di omissione dei mezzi di sussistenza se
non si versa regolarmente l'assegno. L'avvertimento arriva dalla Sesta
sezione penale della Corte che, con sentenza 29459/2009, ha confermato
la condanna a tre mesi di reclusione e 300 euro di multa resa nei
confronti di un padre separato che di sua iniziativa aveva "sostituito
il mantenimento" con la paghetta settimanale e con il pagamento diretto
di altre spese per l'acquisto di un motorino e di altri beni voluttuari.
L'uomo aveva anche provveduto direttamente al pagamento di spese mediche
e delle spese per la scuola. Questa sorta di "mantenimento fai da te"
non la salvato dalla condanna da parte dei giudici di merito e, nella
stessa direzione, si è pronunciata o alla Corte sottolineato che il
padre ''non ha adempiuto all'obbligo di mantenimento della figlia e
sicuramente non lo ha assolto con la corresponsione di mezzi per spese
voluttuarie o per spese straordinarie (mediche e per studi), considerato
lo stato di bisogno della figlia minorenne, priva di reddito proprio, e
considerato l'obbligo del genitore di provvedere a ovviare a tale stato
non viene meno se al sostentamento del minore provvedano altri''. Nulla
togliendo all'obbligo di rispettare i provvedimenti dei giudici, e di
agire dietro preventiva autorizzazione del tribunale, c'è da chiedersi
per quale motivo il dettato del Legislatore (L. n.54/2006) sul
mantenimento diretto dei figli minori sia rimasto lettera morta. La
norma, infatti, prevede che la corresponsione di un assegno perequativo
sia da osservarsi solo ove necessario. Nella realtà dei fatti, questo
non accade: l'assegno, in barba alla legge, continua ad essere la norma.
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