Il figlio maggiorenne che
lascia un lavoro saltuario per iscriversi all’università ha diritto al
mantenimento da parte del genitore separato.
Lo ha stabilito la Corte d’Appello di Roma che, con la sentenza
depositata a marzo di quest’anno, ha dato ragione a una mamma e alle sue
due figlie maggiorenni che chiedevano il mantenimento da parte del padre
che, nel frattempo, si era rifatto una vita.
In particolare una delle due ragazze, maggiorenni, aveva lasciato dei
lavori saltuari per iscriversi all’università. Il Tribunale aveva quindi
concluso per il diritto al mantenimento da parte della madre (anche lei
impegnata solo in lavori saltuari) e le due ragazze.
Questo perché, ha motivato la Corte romana, ai fini del riconoscimento
dell'assegno divorzile sono considerate idonee le produzioni documentali
e fiscali prodotte dalle parti nonchè la prova per interpello e per
testi quando dagli stessi emerga la sussistenza dei presupposti di cui
all'art. 5 della legge n. 898 del 1970. L'assegno divorzile assolve ad
una funzione esclusivamente assistenziale e la sua attribuzione è
determinata oltre dalla impossibilità del coniuge richiedente di
procurarsi mezzi adeguati anche dalla insufficienza di questi, dei
redditi, dei cespiti patrimoniali nonchè dalla impossibilità di
conservare un tenore di vita uguale a quello avuto in costanza di
matrimonio che sarebbe proseguito in costanza di questo, restando,
invece, indipendenti per la determinazione le statuizioni patrimoniali
operanti per accordo delle parti ed in virtù di decisione giudiziale.
Parimenti per i figli maggiorenni rispetto ai quali vige l'obbligo al
mantenimento fino al raggiungimento dell'autosufficienza economica. |