Rischia una multa salata da versare all’ex marito la madre che senza
validi motivi chiede insistentemente, in sede di separazione, l’affido
esclusivo del figlio.
Applicando la riforma al processo civile scattata nel 2009, il Tribunale
per i minorenni di Milano ha condannato una mamma a versare al suo ex
marito 500 euro di multa per aver chiesto, in assenza di valide ragioni,
l’affido esclusivo della bambina. Il padre aveva infatti coltivato con
la piccola sempre un ottimo rapporto, non si era mai tirato indietro sul
mantenimento. Secondo i giudici, dunque, la donna aveva “abusato del
processo”, e le nuove norme prevedono, oltre alle sanzioni per lite
temeraria, anche una sorta di multa, da molti definitiva alla francese,
da versare alla parte danneggiata, in questo caso l’ex coniuge. “Orbene,
- si legge in sentenza - tenuto conto che la resistente ha tenuto ferma
la richiesta dell’affidamento esclusivo della piccola nelle tre udienze
e nelle memorie, non ha fornito indicato elementi a sostegno della sua
domanda, ha fortemente limitato – in quantità e qualità – il libero
esplicarsi del diritto del ricorrente ad allevare la figlia, che le
motivazioni addotte a sostegno di tale ultimo comportamento si sono
rivelate infondate, ritenuta tale condotta contraria ai doveri di lealtà
e probità espressi dall’art. 88 c. p. c., ritenuto che i tempi di
definizione del presente procedimento, e degli altri a ruolo presso
questo Tribunale, sono stati determinati anche dalla condotta
processuale della donna, che tale condotta abbia impegnato tempi e
risorse eccessive rispetto al materiale probatorio raccolto e scrutinato
alla luce delle richieste di parte resistente, in applicazione del
potere officioso concesso a questo Tribunale dal combinato disposto
degli artt. 155-bis c.c. e 96, c. 3, c. p. c., la signoara va condannata
al pagamento di una somma equitativamente determinata”.
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