Le decisioni sui figli si prendono sempre in due, anche dopo la
separazione. Non ha infatti diritto alla metà della parcella del
dentista la mamma che, contravvenendo agli accordi presi in sede di
separazione, ha deciso senza consultare l’ex su una spesa straordinaria.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con una sentenza del 27
aprile 2011, ha respinto il ricorso di una mamma che aveva fatto curare
il figlio presso un dentista, senza prima accordarsi con l’ex marito.
Infatti c’era un patto fra i due, preso prima della separazione, per cui
tutte le spese straordinarie avrebbero dovuto essere concordate.
Ma la signora aveva chiesto ed ottenuto nei confronti di lui un decreto
ingiuntivo. L’uomo si era opposto e in primo grado aveva perso. Poi la
Corte d’Appello di Napoli ha ribaltato il verdetto: la decisione
unilaterale sul figlio non è legittima.
La prima sezione civile della Suprema corte ha accolto questa tesi
sottolineando che si decide sempre in due sui figli. In particolare
secondo Piazza Cavour “è dato di ritenere che, nel richiamare e fare
propri gli accordi conclusi dai genitori, il tribunale abbia
implicitamente valutato l'insussistenza di elementi di contrasto (per
altro neppure adombrati nel ricorso) con l'interesse della prole”.
In effetti, “il tema della preventiva concertazione, anche per quanto
attiene alla materia delle spese straordinarie, appare ispirato a quella
regola dell'accordo che caratterizza, come imprescindibile momento
dialettico, l'individuazione da parte di entrambi i genitori, anche dopo
il verificarsi della crisi coniugale, delle decisioni maggiormente
corrispondenti alle esigenze del minore, nell'ambito di una
funzionalizzazione, rispetto a queste ultime, dell'esercizio della
potestà”.
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